Il manuale del perfetto genitore esiste! Qui la recensione.

manualeQuando, nel mio studio, qualche genitore mi chiede se esista un manuale del perfetto gnitore, sono solita rispondere con un “mi spiace, ma non è ancora stato inventato“; oggi, invece, sono  qui per dirvi che quel manuale esiste, è davvero ben fatto ed è tutto ciò che può servire ad un genitore dagli 0 anni in avanti. Con un po’ di emozione che voglio presentarvelo in questo post, se potessi scegliere tre aggettivi lo potrei definire: completo, esauriente e appagante. Permettetemi di presentarvelo con l’onore e il rispetto che gli si deve.

La mia recensione al miglior manuale mai scritto in precedenza

I primi progetti di questo disegno apparvero alla fine degli anni cinquanta. Dagli anni ottanta le tecnologie che oggi costituiscono la base di Internet cominciarono a diffondersi in tutto il globo (Italia compresa). Nel corso degli anni novanta la popolarità della rete è divenuta massiva in seguito al lancio del World Wide Web, comunemente conosciuto con il nome di INTERNET. (cit. wikipedia)

Nei decenni successivi internet è volato nella sua complessità e completezza, al punto che è oggi in grado di rispondere e completare qualsiasi dubbio o richiesta di informazioni, dal localizzare il proprio cellulare al riassunto della Teoria del Tutto di Stephen Hawking, ed è negli ultimi anni che si è specializzato nelle competenze genitoriali raggiungendo livelli di esattezza e infallibilità che, fino all’ultimo Sinodo, si ritenevano essere competenza esclusiva del Padre Eterno.

InternetFacile da utilizzare, è possibile trovare risposte a qualsiasi domanda attanagli un genitore ed è anche perfettamente politically correct, dal momento che è possibile selezionare accuratamente solo le informazioni di nostro reale interesse e utilità. Ad esempio: Siete dei genitori che si chiedono se vaccinare o meno i propri figli? Se applicare il cospleeping o meno? Se cucinare per cena al neonato pollo, lasagne o aragosta? digitando poche e semplici parole chiave su internet vi si aprirà un universo di pagine che dicono tutto e persino il suo esatto contrario. Basta solo scegliere quello che vi consigliano maggiormente nella chat o nel gruppo social di appartenenza ed il gioco è fatto! Potrete trovare centinaia e centinaia di pagine che avvalorano la vostra tesi e la rendono assoluta, demonizzando e distruggendo le tesi contrarie. Bisogna, però, fare attenzione, poiché esistono alcuni siti/blog/pazzi che provano costantemente a far riflettere la gente, osando aprire domande e considerazioni, ma sottolineando ovunque che si tratta solo di opinioni personali e invitando ad informarsi meglio o a sviluppare un  pensiero proprio (lo ammetto, purtroppo questo blog fa parte di questa categoria), ma non preoccupatevi, esistono diverse soluzioni:

  1. Chiudere la pagina e cancellarla dalla cronologia
  2. Lasciare un commento in cui esprimete tutto il vostro disappunto e in cui esponete il vostro punto di vista (attenti, però, poiché l’autore o altri potrebbero rispondere e non essere comunque d’accordo con voi)
  3. Mandare una mail all’autore in cui sottolineate, più o meno educatamente, che quel post non serve a nulla perché non corrisponde al vostro modo di pensare o perché non fornisce indicazioni precise sul COME pensare.
  4. Gridare al complottismo mediatico (funziona sempre, garantisco!).

Ma internet offre, decisamente, molto di più di semplici pagine informative! Esistono enormi comunità in cui persone da tutto il mondo possono scambiarsi pensieri, opinioni e idee e, se si è davvero fortunati, si possono trovare tuttologi dalle competenze esorbitanti. Pensate che nelle community dedicate ai genitori è possibile avere diagnosi di patologie più o meno serie in tempo reale, basta solo indicare cosa vi è stato detto dal vostro medico di base (o da un quasiasi altro specialista laureato e correttamente iscritto ad un albo professionale), sottolineare che del tal professionista non ci si  può fidare perché esclusivamente interessato al guadagno che, immediatamente, si scatenerà una catena di solidarietà e sostegno che vi poterà ad ottenere la diagnosi corretta e l’immancabile rimedio targato “puoi fidarti perché me lo ha detto l’ortolana“. E se poi la realtà vi portasse a conseguenze disastrose, non preoccupatevi, potrete sempre recuperare le informazioni che vi sono sfuggite andando a selezionare meglio le pagine su cui si basa la formazione del gruppo di mamme super esperte.

Ora voi starete pensando “ma la salute è una cosa importante, per le cose di tutti i giorni internet non può essere così utile“. Vi sbagliate, e ve ne faccio un esempio diretto, capitato proprio a me pochi giorni fa:

genitoriSulla pagina di Facebook di un’amica, trovo la proposta per aderire ad un book sharing: l’idea di base è regalare un libro ad un bambino mai conosciuto (che si trova in cima ad una lista di due persone),  inserire nome ed età del proprio figlio al secondo posto della lista e far girare l’iniziativa coinvolgendo altre mamme. Il mio primo pensiero è stato “bello, mi piace l’idea di donare un libro, ai miei figli piacerebbe riceverne”, così ho aderito e fatto girare il book sharing ad altre mamme apparentemente entusiaste quanto me. Purtroppo, però, ho commesso l’errore di non informarmi prima: ecco che, poco dopo, compare su un gruppo social di mamme un articolo che definisce l’iniziativa a cui mi ero iscritta una bufala. Immediatamente il pensiero delle persone, entusiaste fino a tre secondi prima, è cambiato in una repentina svalutazione dell’iniziativa, dimostrata dalle tesi scientifiche riportate nell’articolo. Pensate che, addirittura, le mamme coinvolte ne sapevano così tanto più di me da permettersi di perdere tempo per convincermi facendo “copia incolla” di alcune frasi tratte dall’articolo!

Improvvisamente ho capito il mio errore: mi ero lasciata guidare dal mio cervello e non dall’infinita saggezza del web. Ne sono stata, ovviamente, scottata e punita, perché io il libro l’ho comprato e spedito, ricevendo persino un sincero grazie dalla persona che lo riceverà tra pochi giorni, ma i miei figli, probabilmente, non ne riceveranno nemmeno uno poiché internet ha decretato che quella iniziativa “non s’ha da fare” (oddio ho citato un libro).

Come potete vedere internet insegna, decide e guida; l’importante è ricordarsi sempre l’unica avvertenza di uso reperibile nelle istruzioni del Manuale: “ricordarsi di spegnere, accuratamente, il cervello”.

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4 thoughts on “Il manuale del perfetto genitore esiste! Qui la recensione.

  1. Buongiorno dottoressa, è la prima volta che scrivo, ma ho trovato questo post molto interessante e mi ha riportato ad un articolo pubblicato sul numero di marzo del National Geographic, intitolato “Guerra alla Scienza”, in cui appunto si sottolineava la nuova tendenza a mettere in discussione le verità scientifiche, basandosi su informazioni reperite sul Web. Potrebbe offrire uno spunto in più su queste riflessioni.
    A presto, Francesca
    Mamma e insegnante…insegnante e mamma

  2. Buongiorno. Ho scoperto queto blog da pochi giorni e ne sono rimasta entusiasta. Quest’ultimo post è in un certo senso la ciliegina sulla torta, perché degli opionionisti di Fb che traggono le loro granitiche verità dai link e dai meme ne ho anch’io piene le tasche. L’esempio finale però, scusa se mi permetto, mi sembra un po’ infelice: scientificamente il book exchange non può funzionare, perché promette che, inviando un libro, se ne abbiano indietro 36, e questo è un assurdo matematico. Semplicemente dopo un po’ i bambini “finiscono” e chi arriva per ultimo nella catena di scambio non riesce più a trovare nessuno a cui rigirarla. Poi magari è una cosa carina lo stesso – ho visto le foto dei bambini che hanno ricevuto tanti libri e fanno sentire davvero in pace col mondo – però bisogna sapere che per ogni libro in più ricevuto c’è un bambino che resta senza pur avendo donato. Sul fatto di copincollare senza capire davvero ti dò pienamente ragione. Soprattutto magari quando si copincolla da siti di dubbia affidabilità.

    • Ciao Lola, grazie per i complimenti e per l’entusiasmo! Il book sharing è stato, se vuoi, l’ultimo fatto accaduto; per questo l’ho riportato come esempio.
      Personalmente quando ho scelto di aderirvi sapevo che non avrei ricevuto 36 libri; se fossi stata l’ultima della catena non mi sarebbe pesato così tanto, il problema è che di mamme ne avevo trovate davvero tante, più di quelle richieste per far funzionare il gioco. Hanno, però, quasi tutte disdetto (e le poche rimaste non han trovato nessuno che aderisse) dopo la divulgazione degli articoli citati. È questo passaggio che mi ha lasciato l’amaro in bocca: 10 minuti prima tutte esaltate per l’iniziativa, 10 minuti dopo tutte a condannarla. E non è mancato nemmeno chi mi ha riportato il ragionamento matematico che citi tu, aggiungendo anche “non l’ho capito bene, ma se lo dicono nell’articolo sarà vero”.

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