Alla parola ALLATTAMENTO scatenate l’inferno

carlotta ed ioOggi non ho voglia di fare la brava blogger che dispensa consigli e informazioni utili, oggi ho voglia di arrabbiarmi perché ritengo assurdo che, in qualità di mamma, si debba temere di potersi confrontare con qualcuno su una tematica delicata come quella dell’allattamento. A guardare il mondo reale e il web sembra che esistano solo fazioni estremiste: le “talebane” della tetta e le “talebane” del latte artificiale, sempre pronte a dare addosso a chiunque osi contraddire le loro conoscenze. Chi prova a porsi nel mezzo o non capisce nulla, o non è un bravo genitore, o fraintende. Sempre.

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Tessere sanitarie nuove in Lombardia: non accettate dai poliambulatori pubblici

Dopo una latitanza di quasi 3 settimane (causata da naniche influenze, vacanze natalizie, la ripresa lavorativa ecc.), ho deciso di ricominciare da dove avevo interrotto, ovvero dalla nuova rubrica del NON è un paese per MAMME. Più precisamente, ripartirò dalla (dis)avventura che mi ha portato a far nascere la nuova rubrica…il disaccordo mentale e organizzativo tra la Regione Lombardia e i poliambulatori convenzionati con il Sistema Sanitario Nazionale. Ecco il resoconto.

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NON è un paese per MAMME

NON è un paese per MAMME!Benvenuti in questa nuova rubrica del mio blog! L’idea nasce dal tragicomico susseguirsi di episodi deliranti di incontro/scontro di una povera bismamma (io) con l’istituzione italiana: burocrazia assurda, totale assenza di sostegni concreti alle famiglie, arrovellamenti teorici e pratici che complicano la vita già esasperata delle mamme! Scherzando, un’amica mi suggeriva di raccogliere tutte queste “disavventure” in un libro…io ho un blog…dovrebbe andare bene lo stesso, no? Motivo per cui eccomi qua: in questa rubrica verranno raccolte tutte le mie disavventure mammesche, che mi fanno urlare a gran voce che, purtroppo, l’Italia NON è un paese per MAMME! Mi rendo, però, conto che il panorama sia più che variopinto, per cui, se avete qualche aneddoto tragicamente esilarante (o anche solo tragico), potete raccontarlo a mary.zanotta@gmail.com e sarò ben lieta di diffonderlo online. Ovviamente vi prego di non utilizzare lessico volgare, altrimenti non potrò pubblicarlo!