Frullato di anguria per una perfetta merenda estiva!

anguriaL’estate è quasi finita, è vero, ma il caldo c’è ancora e si è sempre in cerca di qualcosa che spezzi la fame, che non sovraccarichi troppo lo stomaco e che, possibilmente, disseti. Tra i frutti più quotati c’è l’anguria: zuccherina, piena di acqua e con una miriade di qualità benefiche e depurative! Unico neo: le dimensioni; le angurie sono davvero grandi e per quanto uno ne mangi, ne avanza sempre in quantità! Come riuscire a esaurire le scorte? Con una semplice idea dai mille utilizzi, assolutamente perfetta per i bambini!

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Banana Bread (ricetta senza latte nè uova)

Banana BreadDa qualche tempo a questa parte in casa mia la spesa la si fa online: frutta e verdura fresca e biologica da Cortilia e il resto con il servizio della consegna a domicilio di Esselunga. Entrambi comodissimi se avete 2 bimbi piccoli e abitate al quarto piano di un palazzo in cui non c’è l’ascensore… uso questi servizi per fare il grosso della spesa settimanale, così per le urgenze dell’ultimo minuto posso fiondarmi in un qualsiasi supermercato con una lista minima. Il problema è che non sempre riesco a fare entrambe le spese online nello stesso momento, così mi ritrovo con sorprese che devo poi smaltire. L’ultima volta ho accidentalmente inserito le banane in entrambi i carrelli e me ne sono ritrovate ben 15 in frigorifero…come farne fuori un po’ in poco tempo? Ho preso come spunto la ricetta del Banana Bread di origine anglosassone e ho fatto due piccole variazioni per adattarlo ai gusti familiari: nella ricetta originale si prevedevano 3 banane e due uova, ma dato che le banane mature hanno una viscosità molto simile a quella delle uova, le ho tolte e ho aggiunto una banana in più; inoltre la ricetta prevedeva l’utilizzo di quasi un etto e mezzo di burro, che ho sostituito con l’olio di semi di girasole rendendo così l’impasto più leggero e con un sapore meno forte. Il risultato è stato davvero positivo: un dolce assolutamente spendibile sia per colazione sia per merenda, soffice e fruttato che si conserva perfettamente per 3/4 giorni, coperto da un foglio di carta di alluminio, senza diventare secco. I bambini e il marito se lo sono divorato in un paio di giorni (la foto ne testimonia il passaggio), quindi direi che posso passarvi la ricetta!

bananaIngredienti

  • 4 banane mature
  • 200g farina
  • 100 g zucchero
  • 1/2 cucchianino cannella in polvere
  • 1/2 cucchianino bicarbonato
  • 120g olio di semi di girasole
  • 1/2 limone

Riducete le banane a purea e incorporate il succo di limone (per non farle diventare scure) e lo zucchero. In un’altra ciotola mescolate tra loro gli ingredienti secchi: farina, cannella e bicarbonato, quindi aggiungeteli alla purea di banane. Quando gli ingredienti saranno ben amalgamati aggiungete l’olio e mescolate; se l’impasto vi sembra un po’ troppo denso, aggiungete 1 o 2 cucchiai da  minestra di acqua naturale a temperatura ambiente.

Oliate uno stampo da plumcake e versatevi l’impasto; infornate nella parte bassa del forno prescaldato a 180° per 60 minuti circa.

Fatemi sapere se vi è piaciuto!!!

Insalata di finocchi e arance

insalata finocchi e aranceQuest anno mi è stato affidato il compito di pensare ai contorni del cenone di capodanno e questa ricetta mi è stata richiesta a gran voce perché fresca, originale e assolutamente diversa! Sono sincera: non è mia; l’ho trovata frugando qua e là su internet…è un’insalata di finocchi con arance, pinoli, semi di zucca e uvetta. È piaciuta un sacco a grandi e piccini!

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Muffin al cocco e crema al limone

muffin cocco e crema al limone“Gabri, prepariamo un dolce per domani?”
“Sì, bello, papà! Voglio fare i muffin…con il limone e con il cocco!”
“Ok, ma dobbiamo trovare il modo di renderli golosi…”
Spesso i momenti culinari della nostra famiglia partono da loro due: papà e Gabri pensano, mamma realizza (Carlotta assaggia)…il problema, a volte, è conciliare i gusti e le idee strampalate in piatti che siano anche buoni. Fortunatamente cocco e limone stanno bene tra loro: la dolcezza del primo smorza l’acidità del secondo e il risultato si addice anche molto bene ai sapori di queste feste natalizie. Signore e signori, vi presento i nostri muffin al cocco, ripieni di crema al limone!

Muffin al cocco

Il mio consiglio è partire da loro; per poterli farcire, infatti, dovranno essere freddi! Io li ho preparati la sera prima e farciti la mattina dopo. Ecco gli ingredienti per 12 dolcetti…
200g farina 00
50g cocco grattuggiato
140g zucchero
1/2 bustina lievito per dolci
2 uova
125g yogurt alla vaniglia
100ml olio di semi

Mescolate insieme tutti gli ingredienti, partendo sempre da quelli secchi. Riempite gli stampini per 3/4 e infornate a 200 gradi per 20 minuti. Ricordatevi di fare la prova dello stuzzicadenti, se esce umido lasciateli in forno altri cinque minuti.
Lasciateli raffreddare prima di farcirli, altrimenti si sbricioleranno!

muffin in forno

Crema al limone

Meravigliosa e profumatissima, utile per farcire dolcetti e pan di spagna! Ecco cosa serve
2 cucchiai di fecola
3 cucchiai di zucchero
2 tuorli d’uovo
200ml latte
La scorza di 1 limone

In un pentolino sbattete i tuorli con lo zucchero, quando saranno montati e chiari incorporate la fecola. Aggiungete il latte mescolando, per evitare che si formino grumi. Mettete il pentolino sul fuoco e aggiungete la scorza di limone (lasciatela intera o in pezzi molto grandi, altrimenti non riuscirete più a toglierla). Continuate a mescolare finché la crema non diventerà densa, quindi spegnete il fuoco, levate la scorza e lasciate raffreddare

tagliare fondoCome farcire

Questa fase è meno complicata di quanto si pensi, basta solo ricordarsi di tenere la mano leggera… Prendete un muffin e giratelo a testa in giù, con un coltello affilato e appuntito tagliate il fondo come nella foto. Tenete da parte il “tappo” e con la punta del coltello scavate leggermente l’interno del muffin per creare spazio. Riempite una tasca da pasticcere con la crema e farcite il dolcetto; quindi richiudete il fondo con il tappo che avevate messo da parte. Riponete il muffin farcito sul vassoio e passate al successivo!

farcituraOvviamente le due ricette sono ottime anche usate singolarmente, ma l’unione è davvero sorprendente!

BUONA MERENDA!!!

Allergia al Nichel….cos’è e come si riconosce

nichelForse ce l’abbiamo fatta! Negli ultimi mesi Carlotta (13 mesi) aveva sviluppato dei sintomi ricorrenti, quali: mal di pancia per cui urlava per ore, sfoghi cutanei, afte, stitichezza estrema ecc. Pur avendo riportato il tutto al pediatra di base, non avevo ricevuto risposte soddisfacenti…dopo avermi detto che la causa erano le punture di zanzara (?) mi aveva prescritto una visita dermatologica, in cui mi avevano annunciato che i puntini che le venivano fuori e le relative crosticine erano legate ad una reazione allergica, ma quale? La risposta che mi era stata data è stata che, salvo che per uova, celiachia e latte, è inutile fare test per allergie prima dei 3 anni, poiché non danno risposte certe. Bene, quindi l’alternativa prevedibile sarebbe stata quella di tenersi la bimba con reazioni sempre più frequenti (ormai i sintomi si presentavano almeno una volta a settimana) per i prossimi due anni? Non penso proprio! Più testarda di un mulo, mi sono armata di iniziativa: mi sono segnata cosa aveva mangiato quando le venivano questi sfoghi e l’hi portata a vedere da un amico di famiglia che è il primario del reparto di Pediatria in un ospedale molto buono del milanese. Ho fatto bene! Osservando lo sfogo e la lista di alimenti ha fatto 1+1 e mi ha detto che, molto probabilmente, si tratta di intolleranza al Nichel.
Finalmente una risposta sensata!

Di cosa si tratta…

L’intolleranza al Nichel è una patologia sempre più frequente ai giorni nostri, dovuta, per lo più, all’aumento della presenza di questa sostanza in quasi tutto quello che mangiamo e in molte cose che manipoliamo (bigiotteria, bottoni dei jeans, i centesimi rossi); per questo motivo ne esistono 2 forme: quella cutanea, legata solo al prendere in mano gli oggetti contenenti Nichel e che si presenta “solo” con infiammazioni e dermatiti delle zone interessate; oppure quella alimentare, legata all’ingerimento di cibi contenenti Nichel. Noi abbiamo vinto la seconda. Si può curare? No, come per tutte le intolleranze, ma si può tenere sotto controllo limitando o escludendo (a seconda della gravità delle reazioni) gli alimenti che contengono questo simpatico metallo. Per avere la certezza di essere intolleranti al Nichel si può procedere in due modi: facendo un patch test (poco indicato per i bambini perché farebbero fatica a non levarsi il cerotto appena sentono prudere), oppure eliminando i cibi che contengono Nichel e reintrodcendoli gradualmente per vedere se i sintomi si ripresentano.

nichel 2Come limitare i danni…

Purtroppo il Nichel si trova ovunque: nell’acqua del rubinetto, nelle farne raffinate meccanicamente (i macchinari rilasciano micro frammenti di metallo), nei cibi conservati nelle scatolette e in parecchia frutta e verdura che ne assorbono in eccesso dal terreno e da pesticidi. Come è ovvio, non si può vivere di aria, per cui bisogna affrontare la cosa con intelligenza e, possibilmente, facendosi guidare da qualche esperto per non combinare pasticci creandosi delle carenze alimentari; motivo per cui mi sono rivolta subito alla nutrizionista che lavora nel mio stesso studio. Mi ha consigliato di far seguire a Carlotta una dieta senza Nichel per due settimane, in modo da vedere se i sintomi sparivano, e poi reintrodurne gradualmente alcuni per capire cosa le dia fastidio e in quali quantità.
Questi sono i cibi da evitare assolutamente:

  • Cibi conservati in contenitori di metallo, poiché assorbono quantità di metalli, che normalmente non avrebbero, dal contenitore; meglio optare per gli stessi alimenti conservati sotto vetro o in tetrapack.
  • Asparagi, funghi, cipolle, spinaci e pomodori freschi, in quanto verdure che normalmente contengono un alto tasso di Nichel
  • Avena, grano saraceno e miglio, poichè la loro raffinatura aumenta i livelli di Nichel che naturalmente già contengono
  • Frutta secca e liquirizia
  • Mais in chicchi
  • Leguminose
  • Pere, prugne, uva e kiwi
  • Cacao
  • Margarina
  • Lievito chimico
  • Grassi vegetali idrogenati
  • Birra
  • Fegato
  • Aringhe e cozze

Passate le due settimane è possibile ricominciare a reintrodurre gli alimenti tolti per vedere quali sono tollerati e a che livello. Purtroppo è impossibile vivere una vita completamente senza nichel, ma è possibile valutare cosa e quanto si può mangiare. Ad esempio, Carlotta ha sempre mangiato la pera e non le ha mai causato alcuna reazione; è quindi probabile che lei riesca a ben tollerare la quantità di Nichel che questo frutto contiene, invece ha da sempre schivato i pomodori, infatti quando li mangiava le veniva lo sfogo. Indice del fatto che il suo corpo già conosceva cosa le dava fastidio e cosa no… che cosa affascinante!

Ovviamente essere intollerante al nichel non è una condanna a morte, basta solo sapersi organizzare: invece della pizza col pomodoro ne mangerà una bianca, invece del lievito chimico nelle torte utilizzerò il bicarbonato o il cremor tartaro ecosì via!

 

Crema di nocciole e cioccolato casalinga e vegana

crema cioccolato e noccioleQualche settimana fa ho trovato sul web la ricetta di una crema di nocciole interamente vegana… la nostra famiglia è onnivora e particolarmente golosa di dolci, e questa ricetta mi avrebbe permesso di creare una crema golosissima e, allo stesso tempo, più sana rispetto alle concorrenti in commercio perché fatta in casa e contenente solo ingredienti naturali. I commenti del resto della truppa sono stati positivi, ad esclusione del marito scettico che critica il fatto che si sentano troppo le nocciole e il cioccolato (essendo gli ingredienti principali mi stupirei del contrario). Il risultato è davvero apprezzabile e i tempi di preparazione sono pari a quelli di uno starnuto, quindi provatela e ditemi la vostra!

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Svezzamento: il segreto è assaggiare (e fidarsi)

cibo2Ieri sera, a cena, guardavo divertita le mie due belvette (3 anni lui, 10 mesi lei) divorare un filetto di trota cucinato con pomodorini. Ripensavo alle mie due avventure con lo svezzamento e a quanto siano state simili, ma, allo stesso tempo, diametralmente diverse. Con entrambi ho iniziato con lo svezzamento classico (le pappine, per capirci) per poi passare all’autosvezzamento…diversi sono i motivi/tempi e metodi.
Ho pensato di raccontarvele, perché lo svezzamento è uno di quei passaggi che manda in crisi quasi tutti i genitori; sostanzialmente perché ci dimentichiamo del fatto che non siamo noi a dover imparare a mangiare, ma loro!!!

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