Metodo Montessori: come insegnare ai bambini ad apparecchiare la tavola

In ogni famiglia ognuno ha i suoi tempi e i suoi compiti; quello dell’apparecchiare la tavola è un momento che ben si presta a diventare anche un gioco educativo per tutti quei bambini che sono ormai ben saldi sulle loro gambe (dai 18 mesi in su). La stessa Maria Montessori, che predilige un’educazione basata sui momenti della vita pratica quotidiana, sottolinea come i giochi imitativi spesso forniscano un apprendimento più rapido e completo, aiutando anche il bambino a responsabilizzarsi su attività “da grandi”

Distendere la tovaglia per apparecchiare realmente la tavola nell’ora del pranzo e ripiegarla e riporla accuratamente dopo che il pranzo è finito, o addirittura apparecchiare la tavola in modo completo, mangiare correttamente e quindi sparecchiare e lavare il vasellame riponendo ogni oggetto al suo posto nelle credenze, sono lavori che hanno una gradazione non solo di successive difficoltà nell’esecuzione, ma che richiedono uno sviluppo graduale del carattere, per la pazienza che è necessaria ad eseguirli e per la responsabilità che richiedono per essere portati a compimento.
[Montessori, La scoperta del bambino – Ed. Garzanti]

Come apparecchiare la tavola: dal gioco alla realtà

Come è ovvio, non è pensabile che un bimbo di 2 anni possa armeggiare subito con piatti di porcellana e bicchieri di cristallo per tutta una serie di motivi: sono troppo pesanti o troppo delicati per lui, inoltre non è ancora alto abbastanza per arrivare tranquillamente al ripiano del tavolo. Come fare? Molto più semplice di quanto crediate! Cominciate con il gioco e poi passate alla realtà: insegnategli ad apparecchiare il tavolino su cui disegna con tovaglie e stoviglie di plastica; vanno benissimo sia quelli giocattolo, sia quelli che usa davvero per mangiare. Fatelo insieme a lui/lei, aiutandolo a scoprire i posti giusti per ogni cosa; a questo proposito vi può aiutare prepararvi prima dei cartoncini con su disegnate le stoviglie e il loro posto (scaricatevi questo bellissimo PDF di Martha Stewart per avere qualche idea). Ovviamente, finito il pranzo con i pupazzi, insegnategli anche a sparecchiare e a rimettere le cose a posto.
Fermatevi a pensare a quante cose passano attraverso questi gesti: educazione e rispetto di spazi e materiali, coordinazione occhio-mano, memoria, linguaggio, fiducia e autostima…avevate mai pensato quanto potesse essere importante imparare ad apparecchiare la tavola?

Bene, ora che il vostro piccolo ha imparato giocando, non tarderà a volerlo fare per davvero insieme a voi! Di nuovo trasportare il tutto nella realtà non potrà che arricchire quanto già appreso. Come?

  • Insegnare i numeri: chiedete al bimbo di aiutarvi ad apparecchiare la tavola per tutti, inizialmente dandogli già in mano il numero corretto di posate, poi chiedendo a lui di prenderne una per ogni componente della famiglia. Imparerà contare velocemente, anche se, magari, userà i nomi al posto dei numeri.
  • Usate materiali adatti a lui: evitate di dargli in mano la cristalleria o il servizio di Richard Ginori, ma evitate anche di farlo sentire diverso da voi dandogli solo stoviglie giocattolo. Piatti in plastica dura andranno benissimo (all’Ikea ne esistono di colorati, imparerà anche i colori), e per le sue posate utilizzate quelle per i dolci del vostro stesso servizio…si sentirà grande e parte del gruppo.
  • Tempi e modi: insegnategli a stare a tavola composto, facendogli vedere che tutti mangiano guardando verso la tavola e non facendo le capriole o lanciando il cibo; che non si parla con la bocca piena, a chiedere le cose “per favore” e a chiedere il permesso per potersi alzare da tavola…vedrete che tutto questo tornerà utile anche all’asilo/ristorante/casa di amici. Ricordatevi, però, che avete davanti a voi un bimbo piccolo; qualche strappo alla regola è d’obbligo!
  • Adesso sparecchiamo: insegnategli che, a fine pasto, le stoviglie vanno messe nella lavapiatti o nel lavandino e incoraggiatelo a sparecchiare almeno il suo posto.
  • Rinforzo positivo: elogiate il bambino quando se lo merita e siate comprensivi se, ogni tanto, qualcosa scivola di mano e si rompe. Come dicevo non tutti i bambini arrivano comodamente al tavolo! Non esitate, però, a rimproverarlo se gli incidenti sono fatti capitare “apposta”: anche questo fa parte dell’educare al rispetto dei materiali propri e altrui. Ad esempio: mio figlio stava apparecchiando per la colazione; gli è scivolata una tazza che, per fortuna, non si è rotta. Non l’abbiamo sgridato, anzi, l’abbiamo incoraggiato a prenderla e a rimetterla a posto. Felice del risultato, ha deciso che il lancio della tazza poteva essere ripetuto una seconda volta: l’ha presa da tavola e l’ha gettata per terra, rompendola. Puntuale è arrivata la nostra sgridata. Non gli abbiamo chiesto di raccogliere la tazza rotta, perché c’era il rischio che si tagliasse con i cocci, ma gli è stato chiesto di asciugare il latte rovesciato sul pavimento.
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3 thoughts on “Metodo Montessori: come insegnare ai bambini ad apparecchiare la tavola

  1. Non lo dico solo da studentessa di psicologia,ma a me il metodo della Montessori piace proprio!!!:) gia’ da quando lo studiai al liceo!!!

  2. Salve sono un docente montessori, precisamente lavoro presso una “casa dei bambini”…vorrei semplicemente fare tante complimenti per tutti gli argomenti interessanti che vengono trattati! ho scoperto per caso il blog, sono contenta di averlo “incontrato”, sicuramente continuerò’ a seguire i Suoi articoli!!! se le volessi scrive come posso fare???

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