Il ruolo delle regole nell’educazione dei bambini

confiniIl compito di educare è davvero complesso; soprattutto quando si scopre che, dall’altra parte, si ha a che fare con una persona con una testa e una visione del mondo diversa dalla nostra. Compito degli adulti è aiutare i bambini a crescere e a formarsi e, per questo, spesso ci si interroga sull’utilità di costruire delle regole che riguardino il vivere insieme e non solo; ma la paura di essere troppo rigidi è spesso dietro l’angolo.  Servono davvero le regole o è meglio un vivi e lascia vivere? Forse una risposta universale a questa domanda non esiste; ogni famiglia ha un suo modo di creare e gestire le regole di casa, ma una piccola riflessione sul come le si usa potrebbe non guastare!

Limiti? no, confini!

Nella mia esperienza di mamma, ma anche di terapeuta, ho raggiunto la convinzione che sia fondamentale stabilire e far rispettare delle norme del vivere in comune, che aiutino grandi e piccini a capire come orientarsi.  Queste regole sono una specie di guard rail e hanno lo scopo di delimitare e proteggere la strada che le persone percorreranno insieme; ovunque decidano di andare. Sono una sicurezza e un limite allo stesso tempo: entrambe le parti sanno di potersi muovere liberamente nella vita, purché rimangano entro i confini concordati. In una famiglia le cose possono funzionare: i genitori stabiliscono le regole della famiglia, che spaziano dall’orario di sveglia mattutina al tempo da dedicare alla televisione, al come organizzare i pasti ecc. e hanno il dovere di comunicarle ai figli fin da piccolissimi, affinché le assorbano e ne facciano una norma condivisa. In questo modo tutti avranno chiaro, fin da subito, quali sono i limiti in cui si ha libertà di movimento. Attenzione, però! Il fatto  che ci siano delle norme condivise non vuol dire che tutti vi aderiranno, ma vuol dire che ci sarà la possibilità di valutare e calibrare i propri movimenti facendovi riferimento; sia che si scelga di aderirvi, sia che si cerchi di uscirne. Ed è proprio qui che entrano in gioco l’educazione e la responsabilitàpersonale!

Le regole di casaModifiche e infrazioni

Infrangere le regole fa parte del gioco: sia gli adulti sia i bambini tendono a non rispettare sempre le regole e questo non è necessariamente sintomo di rifiuto o ribellione, anzi! Quando parliamo di bambini e adolescenti, il mettere alla prova una regola è spesso un modo per testare la solidità delle strutture familiari  e per affermare se stessi. Poter dire “Io non sono d’accordo!” è importantissimo, sia a 2 anni, sia a 14, perché permette di mettersi in gioco e dire la propria, oltre che a scoprire fin dove ci si può spingere nell’avvicinarsi ad un limite non imposto da noi. Tempo fa mio figlio (3 anni) ci fece morire dal ridere tutti, perché un pomeriggio esordì con un “uffa, si fa sempre come dite voi, mai come dico io…non mi piace più, oggi comando io!” e glielo abbiamo lasciato fare con i limiti del caso. Fa bene a tutti mettere in discussione le regole di casa, perché nel tempo le persone cambiano e devono esserci delle modifiche che tengano conto di tutti i componenti della famiglia; della loro età, dei cambiamenti ecc., altrimenti si rischia di bloccare le possibilità di esprimersi e di scoprirsi. Come è ovvio, però, devono sempre essere gli adulti a valutare e ad avere l’ultima parola, soprattutto nei casi in cui una norma ha lo scopo di proteggere e salvaguardare l’incolumità dei componenti. Vi faccio un esempio molto semplice: noi abitiamo al 4 piano e, per non mettere a rischio i bambini, vale la regola del “non ci si avvicina da soli ad una finestra aperta”. Ovviamente Gabriele cresce ed è curioso, vuole scoprire cosa si vede fuori e vuole farlo da solo. La regola è stata modificata in: “se vuoi guardare fuori da una finestra aperta devi chiederlo a mamma e papà  e i tuoi piedi non devono mai staccarsi da terra”; ovviamente a lui piacerbbe di più arrampicarsi su una sedia per vedere più lontano, ma è troppo pericoloso, quindi c’è e vale il nostro NO.

Molti genitori scappano davanti alla responsabilità di creare o meno delle regole, nascondendosi dietro al dito del “voglio che mio figlio cresca libero”, ma la vera libertà non è fare ciò che si vuole; piuttosto è imparare a conoscere se stessi e gli altri, rispettare e rispettarsi e scoprire come funziona davvero il mondo (che, per la cronaca, è disseminato di regole), assumendosi la responsabilità delle proprie scelte. Per far questo ci vogliono delle regole? Forse dipende da cosa, noi per primi, chiamiamo regola e quale rapporto abbiamo con loro…questo sì che influenzerà l’educazione dei nostri figli.

 

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