9 mese di gravidanza: inizia il conto alla rovescia!

CarlottaEbbene sì, anche la gravidanza ha un termine…il fatidico nono mese è quello più importante di tutti, perché è quello in cui abbraccerete il vostro bimbo o la vostra bimba! Questo periodo inizia a 35+1 settimane e si conclude a 40; se siete fortunate come lo sono stata io alla prima gravidanza, potrete godere dei tempi supplementari, arrivare fino alla 42 e vincere l’induzione, ma in linea di massima il tempo è giunto al termine e potete iniziare il conto alla rovescia per la data prevista del parto. Giusto giovedì scorso (settimana 37+0) ho fatto l’ultimo controllo ufficiale dalla mia dottoressa che serviva a verificare che la gnometta fosse nella posizione corretta, quella cefalica, e che tutti i parametri di contorno fossero nella norma (placenta, movimenti fetali, battito cardiaco). Pur essendo alla seconda gravidanza la visita mi è servita anche per fare un simpatico ripassino di cosa si debba fare in previsione del ricovero (se siete alla prima gravidanza dovrebbero avervelo già spiegato nel corso pre parto, ma ripetere è sempre utile!).

Salute di mamma e bambino

Noi mamme, in questo periodo, abbiamo raggiunto le dimesioni di una megattera e, con il fatto che il bimbo si sposta verso l’uscita, vivremo le ultime gioie corporali della gestazione! Se, da una parte, l’aria torna a ossigenare i nostri polmoni (spostandosi verso il basso il piccolo coinquilino allenta la pressione sul diaframma, restituendoci un minimo di fiato), l’impegno del bambino nelle pelvi fa sì che si avverta una forte pressione sul basso ventre. Pipì frequenti, diarrea (o stitichezza), gambe gonfie e dolori articolari sono i sintomi più frequenti. Il fatto che la gravidanza sia filata liscia finoa ad ora, non deve però farci sottovalutare segnali che potrebbero indicare che qualcosa si sta inceppando:
  • Mal di testa particolarmente forti ed estremità (mani/piedi) che diventano nere: potrebbero essere segnali di sbalzi di pressione e problemi circolatori. In questi casi è utile chiamare il proprio medico o recarsi al pronto soccorso ostetrico, anche solo per sentirsi dire che siamo delle persone ansiose!
  • Perdite con sangue rosso vivo (da non confondersi con la perdita del tappo mucoso di cui vi parlerò più sotto): se perdete SANGUE VIVO correte al pronto soccorso! Il distacco della placenta può verificarsi anche in questo mese e non va assolutamente sottovalutato.
  • Drastica riduzione dei movimenti fetali: se è vero che il piccolo ha ormai pochissimo spazio per fare ginnastica, dovete comunque avvertirne i movimenti più volte al giorno! Che siano calci, strisciamenti o singhiozzo, se ne avvertite meno di 10 nell’arco delle 24 ore andate a farvi un monitoraggio perché potrebbe esserci una sofferenza fetale in atto.

Il grande momento!

Prima o poi, ve lo assicuro, arriverà il momento di correre in sala parto e fare conoscenza con l’inquilino/a che vi ha tenuto compagnia per tutto questo tempo. Non voglio raccontarvi balle: sarà doloroso e completamente sconvolgente (soprattutto da un punto di vista emotivo), per cui se temete di non sopportarlo informatevi per tempo presso il vostro ospedale di riferimento sulle pratiche della parto analgesia (la famosa e tanto discussa epidurale) o della prassi per fare il cesareo (soprattutto in caso di bambino in presentazione podalica). Personalmente ho partorito naturalmente la prima volta e spero di farcela anche la seconda, tuttavia ripetetevi fino allo sfinimento che ammettere di avere dei limiti fisici non farà di voi una madre snaturata o delle codarde!!! Detto questo, facciamo un piccolo riepilogo di quelli che possono essere i segnali dell’inizio del travaglio, tenendo presente che alcuni di essi possono presentarsi anche settimane prima della data effettiva del parto. La strategia migliore è quella di giocare a “ce l’ho, mi manca” onde evitare di presentarsi in reparto ogni tre minuti e tornare a casa depresse e scoraggiate dai commenti, non sempre costruttivi, del personale di turno.

  • Perdita del tappo mucoso: più vi avvicinate al grande momento, più il vostro fisico si prepara; potreste notare delle perdite vaginali filamentose di colore bianco o leggermente rosato. Vuol dire che state espellendo il tappo mucoso e che il vostro canale del parto inizia a prepararsi. Questo può accadere sia 10 minuti prima del parto, sia 6 settimane prima e potreste non accorgervene (con la prima gravidanza io lo persi durante il travaglio, in questa la dottoressa mi ha detto che già l’ho perso e non me ne sono nemmeno accorta). Se le perdite sono rosso vivo e abbondanti fiondatevi in ospedale, dovesse mandare anche un mese alla data prevista!!!
  • Contrazioni: ve ne sono di 3 tipi. Braxton Hicks (le potreste avvertire già dalla fine del 7 mese), sono una sorta di riscaldamento uterino. La pancia diventa dura e a voi manca il fiato, ma durano poco, non sono dolorose e possono sparire anche per settimane. Prodromiche: vuol dire che l’utero comincia a contrarsi un po’ più seriamente; possono essere dolorose, ma sono assolutamente incostanti come frequenza. Possono comparire anche 3 giorni prima del travaglio vero e proprio, ma, in ogni caso, vuol dire che il momento è molto vicino. Contrazioni da parto: dolorose, tanto da impedirvi di restare nella stessa posizione a lungo, con frequenza e intensità in aumento costante e di durata di circa 60 secondi l’una. Indicano che è partito il travaglio vero e proprio, ma solo quando la frequenza è di una ogni 3/5 minuti per almeno un’ora consecutiva è il caso di andare in ospedale. Prima vi rimandano a casa (provato sulla mia pelle e vi assicuro che farsi 4 piani di scale a piedi per tornare a letto con le contrazioni non è divertente)
  • Rottura delle acque: si tratta della rottura delle membrane che contengono in liquido amniotico e si può manifestare come una fuoriuscita imponente e improvvisa di acqua, oppure scendere come un rivolo continuo. Sia che avvenga con contrazioni già presenti, sia che capiti dal nulla, è bene recarsi in ospedale entro 2 ore dall’evento perché potrebbe essere necessaria una terapia antibiotica. In alcuni casi la rottura delle membrane può essere indotta artificialmente dall’ostetrica, con un uncino sottilissimo (amniotomo) per favorire la fuoriuscita del liquido e accelerare la nascita del bambino.
Come dicevo all’inizio, non è detto che tutti i bambini rispettino il calendario del ginecologo: alcuni potrebbero nascere prima della data, altri potrebbero non volerne sapere di uscire da lì…nel qual caso ricordatevi di prenotare le visite per la gravidanza a termine, contattando direttamente il reparto dell’ospedale in cui avete intenzione di partorire. A parte questo: borsa pronta, documenti alla mano, pieno di benzina nella macchina…preparatevi a godervi l’inizio di una delle più belle avventure della vostra vita!
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