Rapporto con i nonni: istruzioni per l’uso

I nonni sono figure onnipresenti nella vita di ciascuno di noi; sono mille i ricordi di quando eravamo bambini, alle prese con queste figure fantastiche, piene di storie affascinanti da raccontare, segreti da condividere, momenti di spensieratezza e coccole. Visti dagli occhi dei bambini le figure dei nonni sono fondamentali; in molti casi sono i sostituti di mamma e papà quando questi sono al lavoro: danno sicurezza e affetto, proprio perché fanno parte della famiglia e ne conservano la memoria storica. Quando si diventa genitori, tuttavia, i rapporti con i nonni dei nostri bambini possono essere complicati, perché spesso interferiscono gelosie, intromissioni, ansie e giudizi (e sto parlando per entrambe le parti); agiti che creano discussioni più o meno importanti, il cui risultato principale è il vissuto di disagio che il bambino proverà trovandosi in mezzo a dispute di cui lui è la causa apparente…anche se forse ne è solo la vittima principale!

Qualche giorno fa mi è capitato di sentirmi raccontare due episodi diversi che, tuttavia, esemplificano quello che ho tentato di descrivere sopra: un’amica, mamma da poco tempo, mi raccontava esasperata dell’ennesimo litigio con la nonna del suo piccolo, avvenuta dopo aver scoperto che lei faceva fare di nascosto dei controlli al bimbo da un pediatra di sua fiducia; dal momento che non si fidava del giudizio del medico scelto dai genitori del bambino (il tutto solo perché un medico era omeopata e l’altro no). La litigata era stata forte e svolta, inevitabilmente, in presenza del bambino che era scoppiato a piangere disperato e spaventato da tutto quel vociare. L’altro esempio riguarda il racconto amareggiato di una coppia di nonni che avrebbero voluto portarsi in vacanza per qualche giorno la nipotina e che si sono sentiti dire di no dai genitori, perché ritenuti troppo vecchi e, quindi, non adatti a prendersi cura di una vivace bimba di sei anni (di cui i nonni si prendono comunque cura tutto l’anno da quando la bimba esce da scuola a quando rientrano dal lavoro i genitori). Come potrete notare ho volutamente omesso se i nonni in questione fossero i genitori o i suoceri del genitore con cui era avvenuta la discussione, proprio per evitare commenti e fantasie legate a stereotipi delle relazioni parentali tra adulti. La riflessione che voglio proporvi oggi riguarda la fondamentale importanza dei nonni nella vita dei nostri cuccioli e la necessità di costruire con loro un rapporto che sia il più equilibrato possibile, proprio per il benessere dei bambini!
Come è ovvio che sia, non si può pretendere di risolvere incomprensioni e atteggiamenti scorretti che caratterizzano la normale relazione adulta tra genitori e figli (ora nonni e genitori del nuovo nato) o tra suoceri e nuora/genero; è, però, necessario imparare a parlarsi per accordarsi su obiettivi comuni e confini netti che circondino le nuove generazioni di tutto l’affetto e della serenità di cui hanno diritto. Gli adulti devono imparare a risolvere da soli le loro problematiche, senza coinvolgere o strumentalizzare il proprio figlio/nipote; il rischio è alto: il bambino si sentirebbe costretto a schierarsi da una parte, sacrificando, inevitabilmente, i rapporti con l’altra.
Come si può costruire un rapporto equilibrato? Proviamo a rifletterci insieme.

A ciascuno il suo

Il ruolo di genitore e di nonno non viene assegnato al momento della nascita della nuova generazione, ma si costruisce con il tempo, già durante il periodo della gravidanza. Parlare a quattr’occhi di cosa ciascuna delle parti si aspetta o intenda chiedere all’altra è fondamentale per mettere le cose in chiaro fin dal principio: discutere su chi assisterà i genitori nei primi tempi, assegnare/distribuire compiti anche casalinghi ai nonni, chi si occuperà del bambino quando la mamma tornerà al lavoro…onguno ha le sue aspettative e le sue supposizioni; metterle su un piatto e condividerle PRIMA permette a tutti i futuri protagonisti di dare la loro opinione e di fare richieste specifiche senza rischiare di “cadere dal pero” nel momento in cui la richiesta viene formulata. Ad esempio: molte future nonne danno per scontato che la propria figlia non vorrà altri che loro al suo fianco nel momento del parto o del puerperio….molte future mamme, invece, sanno già che avranno bisogno solo del loro compagno per poter affrontare serenamente quei momenti così delicati. Non dirselo potrebbe causare fin da subito incomprensioni, vissuti di esclusione o di intromissione, tutti legati al sano e auspicabile desiderio di ciascuno di partecipare e poter essere di aiuto in un momento così importante! Allo stesso modo alcuni genitori danno per scontato che, quando la mamma rientrerà al lavoro, il bambino verrà affidato completamente alle cure dei nonni, ma i nonni cosa ne pensano? se la sentono di affrontare un impegno così grande? hanno altri impegni o hobbies a cui rinuncerebbero a malincuore? parlarne potrebbe portare alla luce questi vissuti e permettere a tutti di ragionare in modo sereno e consapevole su eventuali soluzioni da trovare; ad esempio sentire anche l’altra coppia di nonni e stabilire dei turni, oppure, valutare la possibilità di mandare il bambino al nido mezza giornata e lasciarlo ai nonni per l’altra metà.

Noi siamo i genitori, voi siete i nonni

La definizione e il rispetto dei ruoli e fondamentale per poter portare avanti serenamente l’educazione dei propri figli; ma questo spesso non avviene o viene imposto all’interno di relazioni palesemente non equilibrate. Se i nonni devono potersi sentire liberi di affiancare i nuovi genitori con il loro affetto e la loro esperienza, devono, tuttavia, ricordarsi del fatto che il tempo delle decisioni insindacabili da genitori non è più il  loro. Spetta ai nuovi genitori prendere le decisioni importanti, crescere ed educare anche commettendo errori; i consigli devono esserci e devono essere sempre ben accetti, ma bisogna anche imparare ad accettare che l’ultima parola spetta ad altri e che è il loro giudizio, questa volta, ad essere insindacabile. Giusto o sbagliato che sia.

Le regole sono regole

Le regole base sull’educazione dei figli spettano sempre ai genitori, non ai nonni. Se una mamma e un papà scelgono una linea educativa, questa dovrebbe essere accolta e rispettata anche dai nonni; questo non vuol dire che bisogna fissare degli schemi fissi e rigidi in cui incasellare amici e parenti come dei soldatini, significa solo che se mamma e papà dicono BIANCO, nessuno deve  dire NERO, né davanti ai bambini né di nascosto. Si può solo discutere, tra adulti, sulle eventuali sfumature di grigio da concedere e sui motivi che hanno portato i genitori a fare quella determinata scelta. Il rischio educativo è molto alto: si rischia di minare l’autorevolezza dei genitori, facendoli passare per degli stupidi, e di far passare la casa dei nonni per il paese dei balocchi dove, si sà, se ci ri resta troppo si diventa asini. Ovvio che le scelte educative possono non essere pienamente condivise, ma prima di minare con agiti apparentemente innocui le regole e i confini imposti dall’altra parte, bisognerebbe fermarsi e pensare “che messaggio sto passando a mio figlio/mio nipote?”. Il più delle volte il messaggio sotteso è “ti dimostro che noi siamo meglio di loro”, ma essere genitori e nonni non dovrebbe diventare una gara a chi conquista il posto più alto nell’indice di gradimento del bambino.

L’arte della pazienza

Fermo restando quello che ho detto sopra sull’importanza del rispetto delle regole stabilite dai genitori, è anche vero che il bello dei nonni è il poter essere complici nelle marachelle e in missioni super segrete in cui sperimentare qualcosa che mamma e papà non farebbero mai. Ricordiamoci, quindi, che la pazienza è un’arte che non dovremmo smettere mai di affinare!
Se mamma e papà si raccomandano di non far sporcare il bambino perché la sera hanno ospiti a cena, proprio il giorno in cui la nonna aveva deciso di preparare con il nipote una torta al cioccolato, evitate scenate isteriche quando vi verrà raccontata l’avventura facendo orgoglioso sfoggio della macchia marrone al centro della camicia bianca; gioite con il vostro bambino della golosa merenda fatta e infilate la camicia sporca in lavatrice con una buona dose di smacchiatore! Allo stesso modo, cari nonni, se il bambino ha avuto 39 di febbre fino al giorno prima e i genitori raccomandano che non sudi troppo, evitate di portarlo a giocare a calcio all’oratorio, solo perché è una bella giornata; piuttosto organizzatevi con carta, tempere e la proposta di costruire una cornice fatta di pasta per regalare a mamma e papà il meraviglioso disegno fatto insieme!

Costruire una relazione serena ed equilibrata con i nonni non solo è fondamentale per mantenere buoni rapporti con la propria famiglia, ma è indispensabile per far sì che i nostri bambini possano crescere circondate dalla compagnia e dall’affetto delle persone che, dopo di voi, gli vorranno più bene di chiunque altro. Certo, a volte ci vuole buona volontà e un pizzico di tolleranza in più del previsto, ma è sufficiente vedere come brillano gli occhi dei nostri cuccioli quando vedono il nonno e la nonna per essere sicuri che si sta percorrendo la strada migliore.

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3 thoughts on “Rapporto con i nonni: istruzioni per l’uso

  1. Ciao! molto interessante questo articolo, soprattutto perché ne ho scritto giusto ieri nel mio blog in seguito ad un episodio che mi ha coinvolto. ne scrivo qui:
    http://parolechenonhodetto.wordpress.com/2012/08/01/nonna-a-nonna-g-e-il-cerchio-dellamore/
    Devo ammettere però che, sebbene tu non abbia volutamente fare differenze tra nonne-suocere e nonne-mamme, io la diversità di relazione l’ho sentita parecchio! con mia mamma ero tranquilla mentre con mia suocera molto ma molto infastidita da alcuni atteggiamenti. il rapporto è fondamentalmente diverso … sarà per questo?

    • Ciao e benvenuta!
      Certo che si sente la diversità di relazione ed è ovvio che dipende dalla tipologia di rapporto che si instaura tra “le parti”; non ho voluto sottolinearlo nel post perché non volevo nascessero dibattiti del tipo “mia madre è una santa-mia suocera una strega” e viceversa!

      • 🙂 hai fatto bene! sarei stata la prima a dirlo! Hi HI … devo ancora lavorare parecchio su questo rapporto … Continua così! a presto! Vv

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