Come affrontare serenamente l’arrivo di un fratellino o di una sorellina

The blues brothersL’arrivo di una nuova vita riempie tutti di gioia e felicità, ma quando in famiglia c’è già un bambino, ecco che i genitori iniziano a farsi domande su come affrontare l’argomento con il primogenito: quando comunicare la notizia, come riorganizzare gli spazi, come prevenire la gelosia, ecc. Le domande e le risposte sono talmente numerose che, spesso, si rischia di dimenticare il punto centrale di tutta la questione: il fatto che i bambini respirano lo stato d’animo degli adulti e, spesso, reagiscono di conseguenza. Ne ho parlato lo scorso venerdì mattina con le mamme del Bhu-m di Milano…vediamo cosa ne è uscito.

Quando dire che il secondo è in arrivo?

Una delle prime domande che, come genitori, ci si pone è proprio questa: come dirlo? quando? La risposta, in effetti, non è così immediata! Per prima cosa bisogna considerare l’età del primogenito: bambini al di sotto dei 3/4 anni fanno davvero fatica ad immaginare che qualcosa possa esistere quando non può essere visto, sentito o toccato; di conseguenza è fondamentale procedere un passo alla volta, magari a gravidanza già avviata (es. 5 mese); con bambini più grandi, invece, è fondamentale parlarne fin da subito in modo che possano fare domande e sentirsi coinvolti nei preparativi. Con primogeniti piuttosto piccoli è bene creare un coinvolgimento che sia a 360°, magari permettendogli di assistere a qualche ecografia, in modo che possa vedere il piccolo muoversi e sentirne il battito del cuore; con i più grandi si può comunicare già ad un livello emozionale, ovvero trasmettendo e domandando cosa si provi a ricevere una notizia del genere. Ricordiamoci, però, che non è vero che un fratello o una sorella “arrivano” quando si partorisce…esattamente come quando si era in attesa del primo, il nuovo arrivo comincerà a far parte della famiglia fin da quando voi genitori comincerete a ricordarvi che ci sia (oppure finché non lo farà lui/lei con le prime nausee o i primi calcetti).

fratelliPaura di escludere

Un altro argomento scottante, per le mamme del Bhu-m, è stata proprio la paura di escludere, involontariamente, uno dei due figli: il timore principale è che il primogenito possa sentirsi escluso a causa delle cure esclusive che richiedono i neonati, ma c’è anche il timore di voler far troppo per il primo e dimenticarsi del secondo. Come risolvere? Le mamme presenti all’incontro hanno risposto con delle idee davvero semplici, ma efficaci: in primo luogo non è vero che dedicarsi ad un figlio voglia dire escludere l’altro; è possibile (e auspicabile) creare degli spazi condivisi in cui poter stare tutti insieme, ognuno con delle attività specifiche per la sua età. Mi spiego: il momento dell’allattamento è un momento di intimità e condivisione tra mamma e bambino, ma non è necessario che ci sia l’esclusione del figlio più grande, al contrario, nei lunghi mesi dell’attesa potrà essere divertente costruire insieme una scatola delle attività, in cui raccogliere giochi, libri e materiali per inventarsi qualcosa da fare con la mamma. Altre idee interessanti riguardano la possibilità di rendere partecipi i bimbi già nella preparazione degli spazi per il fratellino o la sorellina; invitandoli a scegliere il colore della copertina, le tutine da mettere nella valigia dell’ospedale e i pupazzi per il nuovo nato; questo permetterà loro anche di capire che il piccolo in arrivo non è destinato a portargli via nulla. Avrà i suoi oggetti e i suoi spazi e il grande non dovrà cedere nulla di prezioso come il peluches preferito. Altra cosa importante, quando il fratellino o la sorellina saranno nati, sarà il coinvolgimento nella nuova routine familiare: fate venire i grandi in ospedale (sempre che non ci siano state complicazioni al parto), assegnategli compiti semplici che riguardino sia attivita di cura del più piccolo (es. preparare il pannolino pulito mentre voi fate il bagnetto all’altro) sia in attività “da grandi” (es. preparare la tavola per la cena, momento che, per almeno 5/6 mesi resterà vostro, oppure facendovi aiutare a preparare uno spuntino da offrire alla carovana di gente che vi invaderà casa nei primi tempi). Cosa molto importante: non permettete agli altri di isolare uno dei bimbi. Se vedete che il pullman di zie ignora completamente il primo per spupazzare il secondo, fate notare che esiste anche l’altro e che ha sicuramente qualcosa di interessante da mostrare; allo stesso tempo, se le nonne arrivano con vagonate di regali per il più grande, fate presente che il bimbo/a non ha bisogno di questo genere di attenzioni e che sarebbero più utili se si dedicassero al nuovo nato mentre voi uscite con il grade per regalarvi una meravigliosa coppa gelato per merenda!

FratelliGelosia…amica o nemica?

Noi adulti abbiamo spesso in mente la gelosia come qualcosa di disdicevole e svalutante; per i bambini non lo è! Se c’è qualcosa che dovrebbe preoccupare seriamente i genitori è il fatto che un primo genito non dimostri alcun accenno di gelosia nei confronti del nuovo nato, perché questo può voler dire che il “grande” non è ancora riuscito a fare i conti con le emozioni  positive e negative che sta, inevitabilmente, provando in questa situazione. Un bambino che mostra gelosia è un bambino sano, perché dimostra di essere in grado di esprimersi e farsi riconoscere; sta a noi adulti, ovviamente, aiutarlo a riorganizzare le idee e a incanalare tutto questo nel modo migliore. Comportamenti regressivi (es. bimbi che tornano a farsi la pipì addosso o a non dormire la notte) e atteggiamenti aggressivi nei confronti dei genitori e del nuovo nato possono presentarsi fin da subito; sono segnali del fatto che il maggiore sta comunicando frustrazione, rabbia e paura nei confronti di un menage familiare scombussolato totalmente! Fondamentale è riconoscere e accogliere la legittimità delle emozioni che animano questi comportamenti e rispondere in modo da trasmettere informazioni precise e rassicuranti e, se necessario, mettere dei limiti a comportamenti manifestamente eccessivi. Mi spiego: un bimbo che smette di dormire di notte, probabilmente, manifesta l’ansia di essere abbandonato dalla mamma e ne cerca il contatto e la vicinanza; accogliere questo bisogno vuol dire rimandare il fatto che la mamma continuerà ad essere presente e a prendersi cura anche di lui/lei e fornirà una risposta eloquente ai mille timori del primogenito. Al contrario, se il maggiore manifesta comportamenti aggressivi, è necessario spiegare che non può essere tollerato il fatto che la sua rabbia lo porti a fare del male a voi o al nuovo nato, ma è anche necessario che la mamma lo aiuti a trovare un modo corretto di esprimersi.

Come sempre queste suggestioni non vogliono essere un manuale di istruzioni, ma un modo di riflettere su un argomento così delicato. Che ne dite di raccontarmi la vostra esperienza?

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2 thoughts on “Come affrontare serenamente l’arrivo di un fratellino o di una sorellina

  1. bel post. anche io ho parlato dell’argomento nel mio blog. ma tutti questi utilissimi suggerimenti non si applicano quando la gelosia coglie il piccolo che fa di tutto e di più per attirare l’attenzione della mamma, che colpisce sia verbalmente che fisicamente il fratello maggiore. che fare a parte trovare spazi solo per il piccolo?

    • Ciao e grazie del commento! In effetti non è facile reagire quando chi manifesta gelosia è il più piccolo; in realtà la “ricetta” che funziona sempre è quella di non dimenticarsi mai che si ha di fronte un bambino e che quello è uno dei modi che ha a disposizione per comunicare qualcosa! I comportamenti aggressivi vanno spiegati come scorretti e bisogna reagire in modo fermo, per il resto mettiti in ascolto e cerca di capire quale sia davvero il punto; la risposta la costruirete insieme

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