Allergia al Nichel….cos’è e come si riconosce

nichelForse ce l’abbiamo fatta! Negli ultimi mesi Carlotta (13 mesi) aveva sviluppato dei sintomi ricorrenti, quali: mal di pancia per cui urlava per ore, sfoghi cutanei, afte, stitichezza estrema ecc. Pur avendo riportato il tutto al pediatra di base, non avevo ricevuto risposte soddisfacenti…dopo avermi detto che la causa erano le punture di zanzara (?) mi aveva prescritto una visita dermatologica, in cui mi avevano annunciato che i puntini che le venivano fuori e le relative crosticine erano legate ad una reazione allergica, ma quale? La risposta che mi era stata data è stata che, salvo che per uova, celiachia e latte, è inutile fare test per allergie prima dei 3 anni, poiché non danno risposte certe. Bene, quindi l’alternativa prevedibile sarebbe stata quella di tenersi la bimba con reazioni sempre più frequenti (ormai i sintomi si presentavano almeno una volta a settimana) per i prossimi due anni? Non penso proprio! Più testarda di un mulo, mi sono armata di iniziativa: mi sono segnata cosa aveva mangiato quando le venivano questi sfoghi e l’hi portata a vedere da un amico di famiglia che è il primario del reparto di Pediatria in un ospedale molto buono del milanese. Ho fatto bene! Osservando lo sfogo e la lista di alimenti ha fatto 1+1 e mi ha detto che, molto probabilmente, si tratta di intolleranza al Nichel.
Finalmente una risposta sensata!

Di cosa si tratta…

L’intolleranza al Nichel è una patologia sempre più frequente ai giorni nostri, dovuta, per lo più, all’aumento della presenza di questa sostanza in quasi tutto quello che mangiamo e in molte cose che manipoliamo (bigiotteria, bottoni dei jeans, i centesimi rossi); per questo motivo ne esistono 2 forme: quella cutanea, legata solo al prendere in mano gli oggetti contenenti Nichel e che si presenta “solo” con infiammazioni e dermatiti delle zone interessate; oppure quella alimentare, legata all’ingerimento di cibi contenenti Nichel. Noi abbiamo vinto la seconda. Si può curare? No, come per tutte le intolleranze, ma si può tenere sotto controllo limitando o escludendo (a seconda della gravità delle reazioni) gli alimenti che contengono questo simpatico metallo. Per avere la certezza di essere intolleranti al Nichel si può procedere in due modi: facendo un patch test (poco indicato per i bambini perché farebbero fatica a non levarsi il cerotto appena sentono prudere), oppure eliminando i cibi che contengono Nichel e reintrodcendoli gradualmente per vedere se i sintomi si ripresentano.

nichel 2Come limitare i danni…

Purtroppo il Nichel si trova ovunque: nell’acqua del rubinetto, nelle farne raffinate meccanicamente (i macchinari rilasciano micro frammenti di metallo), nei cibi conservati nelle scatolette e in parecchia frutta e verdura che ne assorbono in eccesso dal terreno e da pesticidi. Come è ovvio, non si può vivere di aria, per cui bisogna affrontare la cosa con intelligenza e, possibilmente, facendosi guidare da qualche esperto per non combinare pasticci creandosi delle carenze alimentari; motivo per cui mi sono rivolta subito alla nutrizionista che lavora nel mio stesso studio. Mi ha consigliato di far seguire a Carlotta una dieta senza Nichel per due settimane, in modo da vedere se i sintomi sparivano, e poi reintrodurne gradualmente alcuni per capire cosa le dia fastidio e in quali quantità.
Questi sono i cibi da evitare assolutamente:

  • Cibi conservati in contenitori di metallo, poiché assorbono quantità di metalli, che normalmente non avrebbero, dal contenitore; meglio optare per gli stessi alimenti conservati sotto vetro o in tetrapack.
  • Asparagi, funghi, cipolle, spinaci e pomodori freschi, in quanto verdure che normalmente contengono un alto tasso di Nichel
  • Avena, grano saraceno e miglio, poichè la loro raffinatura aumenta i livelli di Nichel che naturalmente già contengono
  • Frutta secca e liquirizia
  • Mais in chicchi
  • Leguminose
  • Pere, prugne, uva e kiwi
  • Cacao
  • Margarina
  • Lievito chimico
  • Grassi vegetali idrogenati
  • Birra
  • Fegato
  • Aringhe e cozze

Passate le due settimane è possibile ricominciare a reintrodurre gli alimenti tolti per vedere quali sono tollerati e a che livello. Purtroppo è impossibile vivere una vita completamente senza nichel, ma è possibile valutare cosa e quanto si può mangiare. Ad esempio, Carlotta ha sempre mangiato la pera e non le ha mai causato alcuna reazione; è quindi probabile che lei riesca a ben tollerare la quantità di Nichel che questo frutto contiene, invece ha da sempre schivato i pomodori, infatti quando li mangiava le veniva lo sfogo. Indice del fatto che il suo corpo già conosceva cosa le dava fastidio e cosa no… che cosa affascinante!

Ovviamente essere intollerante al nichel non è una condanna a morte, basta solo sapersi organizzare: invece della pizza col pomodoro ne mangerà una bianca, invece del lievito chimico nelle torte utilizzerò il bicarbonato o il cremor tartaro ecosì via!

 

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