Svezzamento: il segreto è assaggiare (e fidarsi)

cibo2Ieri sera, a cena, guardavo divertita le mie due belvette (3 anni lui, 10 mesi lei) divorare un filetto di trota cucinato con pomodorini. Ripensavo alle mie due avventure con lo svezzamento e a quanto siano state simili, ma, allo stesso tempo, diametralmente diverse. Con entrambi ho iniziato con lo svezzamento classico (le pappine, per capirci) per poi passare all’autosvezzamento…diversi sono i motivi/tempi e metodi.
Ho pensato di raccontarvele, perché lo svezzamento è uno di quei passaggi che manda in crisi quasi tutti i genitori; sostanzialmente perché ci dimentichiamo del fatto che non siamo noi a dover imparare a mangiare, ma loro!!!

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Alimenti per la prima infanzia: la mia top four

pranzettiCarlotta ha quasi 7 mesi e siamo entrati nel vivo del divezzamento; con la seconda figlia ho sviluppato uno stile tutto mio: essendomi rotta le scatole dopo 5 secondi di preparare brodini, ma avendo una figlia sdentata che tende ad ingoiare qualsiasi cosa; ho deciso di fare una via di mezzo tra svezzamento normale e autosvezzamento. Di base preparo piatti di consistenza morbida e le permetto di assaggiare qualunque cosa voglia; se vedo che riesce a mangiarlo abbastanza bene (cioè non si strozza), lo inserisco nella sua dieta. Al momento mia figlia alterna vellutate di verdura (mooooolto più gustose dei brodini) a gnocchi, croste della pizza, piselli interi ecc. ecc. Poichè pur amando cucinare sono anche una mamma che lavora, non mi vergogno di dire che ricorro anche agli alimenti per l’infanzia quali farine precotte e omogeneizzati (provate voi a star lì a sezionare petti di pollo/pesce/carni varie per ottenere porzioni da 40g da lessare e omogeneizzare…non vi passa più!); in questo articolo vorrei paragonare le 4 marche che uso più di frequente, presentandovi pregi e difetti.

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Alla parola ALLATTAMENTO scatenate l’inferno

carlotta ed ioOggi non ho voglia di fare la brava blogger che dispensa consigli e informazioni utili, oggi ho voglia di arrabbiarmi perché ritengo assurdo che, in qualità di mamma, si debba temere di potersi confrontare con qualcuno su una tematica delicata come quella dell’allattamento. A guardare il mondo reale e il web sembra che esistano solo fazioni estremiste: le “talebane” della tetta e le “talebane” del latte artificiale, sempre pronte a dare addosso a chiunque osi contraddire le loro conoscenze. Chi prova a porsi nel mezzo o non capisce nulla, o non è un bravo genitore, o fraintende. Sempre.

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