C’era una volta la nostra giornata…

“Gabri, come è andata oggi la tua giornata?”
“Non lo so, mamma, non mi ricordo mica tutto!”
Come dargli torto? La sua giornata comincia alle 7 del mattino e finisce alle 9 e mezza di sera, decisamente un quantitativo di informazioni notevoli e pensare che un bimbo di nemmeno 4 anni sia in grado di ricordarsi tutto, rielaborarlo e raccontarlo è davvero un’impresa titanica. Nonostante questo, aiutare i bambini a parlare di sè è fondamentale sia per quanto riguarda la costruzione della loro memoria narrativa, sia per quanto riguarda la possibilità di imparare a confidarsi con mamma e papà, rielaborare gli eventi chiedendo spiegazioni o rassicurazioni e capendo l’importanza di esternare le proprie emozioni. Senza, oltretutto, tralasciare la legittima curiosità di un genitore che si è, necessariamente, perso una fetta consistente della vita del proprio bambino! Come conciliare tutti questi aspetti? Impariamo a fare domande!

Parlare non vuol dire interrogare…

Il problema di noi genitori, sottoscritta compresa, è che ci si dimentica di aver a che fare con bambini che, per quanto sappiano parlare bene, ancora non sono capaci di raccontare come noi vorremmo… inutile raccontarsela, è frustrante! Noi adulti vorremmo sapere i più piccoli particolari della giornata, dal cosa abbia mangiato, con chi ha giocato e a cosa, con chi ha litigato, quante cose nuove ha fatto, ecc. Il problema è che il più delle volte facciamo  queste domande tutte in una volta, trasformando la cena in un interrogatorio vero e propio, oppure chiediamo “cosa hai fatto oggi?” e ci aspettiamo un report degno di una scatola nera. Il risultato è un silenzio perplesso/un “boh, non ricordo” o una descrizione dettagliatissima di cosa il bambino abbia fatto dieci minuti prima. Forse forse bisogna pensare ad un approccio diverso, che ne dite?

snoopyIeri, adesso, tra un po’

Per la maggior parte della giornata noi adulti viviamo in modalità agenda elettronica: sappiamo esattamente cosa dobbiamo fare, in quali orari e come pianificare i singoli impegni. I bambini questo non sanno farlo! Loro vivono nel presente e fino a circa i 7/8 anni non si rendono conto del trascorrere del tempo… chiedere ad un bambino cosa abbia fatto la mattina non ha praticamente senso, sarebbe come chiedergli “dove ti vedi tra cinque anni“. Gli stiamo facendo una domanda impossibile. Quello che possiamo fare, però, è giocare d’astuzia e abituarlo a sentirsi rivolgere domande che riguardino la sua giornata e che lo aiutino a mettere ordine nella baraonda di emozioni/eventi/messaggi a cui è stato sottoposto. Ecco quelle che uso io con mio figlio di quasi 4 anni…

1) La tua giornata è stata bella o brutta? Perché?: lo aiutiamo a recuperare una descrizione generale dell’andamento della giornata e lo spingiamo a ragionare sul come si sia sentito e in relazione a quali eventi piccoli o grandi. Aspettatevi di sentirvi dire che la giornata è stata bellissima perché a merenda ha mangiato la cioccolata, oppure che è stata bruttissima perché l’amichetta del cuore gli ha fatto la linguaccia…state parlando con un bambino!

2) Quale è stata la cosa che ti è piaciuta di più fare? come ti sei sentito?: Lo aiuterete a recuperare un singolo evento piacevole che sarà in grado di raccontarvi!

3) Quale è stata la cosa che proprio non ti è piaciuta oggi? come ti sei sentito?: insegnamo ai bambini che la vita è fatta di alti e bassi e che entrambi gli aspetti della propria giornata sono per voi importanti.

4) Come sei riuscito a risolvere il problema/come possiamo fare per risolvere il problema?: insegnamo ai nostri figli che si può sempre cercare una soluzione anche ai problemi che al momento sembrano gravissimi e senza via di uscita. Vi garantisco che li aiuterà anche da grandi a guardare in modo costruttivo alle proprie difficoltà.

Come dicevo prima, ricordatevi che state parlando con un bambino che vi racconterà, magari cose buffe o strampalate, ma se saprete mettervi al suo livello, avrete una possibilità in più di vedere il mondo attraverso i loro occhi!

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6 thoughts on “C’era una volta la nostra giornata…

  1. Pingback: Top of the post: 16 febbraio | Le Birbamamme

  2. io ho una bimba di tre anni che chiacchiera parecchio, ma ho comunque imparato a rispettare i suoi tempi e a non incalzarla… così i suoi racconti si frammentano in diversi momenti del pomeriggio e della serata, oppure proseguono anche il giorno dopo perché spesso le ci vuole tempo per elaborare… i consigli che hai dato sono molto preziosi, grazie.

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