Svezzamento: il segreto è assaggiare (e fidarsi)

cibo2Ieri sera, a cena, guardavo divertita le mie due belvette (3 anni lui, 10 mesi lei) divorare un filetto di trota cucinato con pomodorini. Ripensavo alle mie due avventure con lo svezzamento e a quanto siano state simili, ma, allo stesso tempo, diametralmente diverse. Con entrambi ho iniziato con lo svezzamento classico (le pappine, per capirci) per poi passare all’autosvezzamento…diversi sono i motivi/tempi e metodi.
Ho pensato di raccontarvele, perché lo svezzamento è uno di quei passaggi che manda in crisi quasi tutti i genitori; sostanzialmente perché ci dimentichiamo del fatto che non siamo noi a dover imparare a mangiare, ma loro!!!

Il primo figlio non si svezza mai!

Con Gabri eravamo alle prime armi, così preoccupati dalle “minacce” di libri e pediatri riguardanti soffocamenti/allergie/traumi da distacco precoce dal seno ecc., che abbiamo seguito le istruzioni alla lettera. Frutta come assaggio a 5 mesi, pappa a 6 con brodini, farine e liofilizzati…e giù serate a fare minestroni, frullare e surgelare in vasetti mono porzioni; annotandosi ogni volta gli ingredienti nuovi per prevenire le allergie. Gabriele mangiava come un lupo, e rubava da tavola qualsiasi cosa gli capitasse a tiro e noi, prontamente, glielo toglievamo “perché se no si strozza“. Più andavamo avanti e più io rischiavo la crisi isterica perché non ne potevo più di cucinare sempre le stesse cose, e se non ne potevo più io immaginatevi il nano! Verso i nove mesi, quando gli mettevo davanti il piatto con la pappina, erano crisi di pianto e spinte al piatto…e noi giù a insistere “perché se no non mangia abbastanza“. Quando poi ci mettevamo a tavola noi erano pianti e tentativi di assalto al nostro cibo, degni di un Navy Seal. Frugando qua e là su internet mi sono imbattuta nel sito dell’autosvezzamento e in due meravigliosi libri: Il mio bambino non mi mangia (Gonzales) e Io mi svezzo da solo (Piermarini). Da allora la nostra tavola è cambiata! Pian piano ci siamo fatti coraggio e dai brodini monogusto siamo passati alle vellutate di verdura, alla polenta, per poi approdare a pasta, carne, biscotti, e tutto quello che mangiavamo noi, inclusi pizza e McDonald! Il pediatra non era entusiastasignora è piccolo! Se mangia qualcosa della consistenza più solida di una ricotta rischia di soffocare!“, ma noi avevamo imparato a fidarci del nostro piccolo roditore che, ancora oggi, divora cibo come non ci fosse un domani, sentendosi libero di dire “ne voglio ancora”, tanto quanto “non mi piace”. Unica regola a tavola: “se non assaggi non puoi scoprire”.

io mi svezzo da soloUna gnoma dalla fame atomica

Dopo l’esperienza del primo ci sentivamo molto più rilassati e propensi all’autosvezzamento con la seconda, ma anche qui, abbiamo dovuto imparare a mangiare con lei. La nostra piccola gnometta ha pensato bene di entrare nel mondo dello svezzamento in anticipo: causa un significativo rallentamento nella crescita e un incredibile interesse verso il cibo (a 3 mesi si incazzava di brutto quando noi mangiavamo senza darle nulla) abbiamo iniziato lo svezzamento a 4 mesi con la frutta e pranzo a 5. Ovviamente era un po’ troppo piccola per l’AS, così siam partiti con vellutate e passati di verdura, di cui lei era, oltretutto, golosissima! Col passare del tempo, Carlotta ha affinato la tecnica della masticazione (anche senza denti se l’è sempre cavata benissimo con le gengive) e, imparando a stare seduta e a portate gli oggetti alla bocca, ha cominciato ad interessarsi anche ai cibi solidi…che noi le abbiamo prontamente permesso di assaggiare. Oggi ha 10 mesi e mangia, soddisfatta, tutto quello che mangiamo noi (a parte cioccolato, miele e latte vaccino, alimenti che l’apparato digerente dei bambini non è in grado di assimilare fino a circa 2 anni). Continua ad apprezzare anche vellutate e minestroni, che divora felice dai nonni e al nido (gli unici che faticano ad allinearsi con l’autosvezzamento, ma non è un problema) ed è propensa ad assaggiare tutto ciò che ritiene appetitoso, scoprendo da sola ciò che le piace e ciò che gradisce meno. Ad oggi non abbiamo ancora trovato qualcosa che proprio non le piaccia, ma è ancora in fase esplorativa, quindi non dubito del fatto che arriveranno i primi rifiuti. Fa parte del gioco e se per una volta mangerà un po’ meno non sarà un grosso problema…a parte, forse, che per il verme solitario che penso le abbiano dato in dotazione alla nascita!!!

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4 thoughts on “Svezzamento: il segreto è assaggiare (e fidarsi)

  1. Ciao, mi hanno appena fatto leggere questo post interessantissimo.
    Una domanda, ma perché no latte vaccino, miele e cioccolato fino a DUE anni? Il miele va evitato fino a UN anno e il latte vaccino come ingrediente va benissimo da sempre e come sostituto del LA o LM dopo un anno. Sul cioccolato… non conosco divieti di sorta 🙂

    Ciao e buona tavola condivisa 🙂

  2. Ciao Andrea,
    Sul miele posso dirti che è una notizia che mi è stata passata da un’amica nutrizionista, ma se tu mi correggi “abbassando la soglia” ad un anno ne sono ben felice! Per quanto riguarda il cioccolato, la limitazione ai 2 anni riguarda il fatto che contenga caffeina, teobromina e tanniti, elementi che il fegato dei bambini non è pronto ad assimilare fino ai 2 anni. Come sempre dipende tutto dall’uso che se ne fa e dalla naturale predisposizione delle persone all’essere più o meno sensibili a certi alimenti, ma un accorgimento in più non fa male (inoltre è un’ottima scusa per eliminare avversari che attentino alla tavoletta 😋). Per quanto riguarda il latte vaccino, i miei figli lo hanno sempre mal tollerato e il pediatra mi consigliò di aspettare i 2 anni, età in cui l’apparato digerente dei bambini raggiunge la completa maturazione. Fino ad allora largo al latte di mamma e/o a quelli vegetali!

  3. Ciao, ho una bimba di 27 mesi e seguo il blog regolarmente. I miei complimenti! È davvero bello. Volevo confividere la nostra esperienza. Anche noi abbiamo seguito per qualche giorno le indicazioni della pediatra, poi visto che sono amante della cucina e della buona tavola e che le cucciola gradiva mangiare con noi è assaggiare la nostra cena, mi hanno suggerito il libro di Piermarini ed ho deciso di seguirlo.Pediatra, nonni amici…. Tutti scettici. all’inizio ci guardavano come fossimo dei poveri matti ma noi siamo andati avanti per la nostra strada. Tutti e tre senza lasciarci condizionare. È stata dura, ma divertente! . Oggi ha i suoi gusti definiti e non si discutono. Se è no e’ no. Ma se nel piatto c’è qualcosa di nuovo ed è stuzzicante, lo assaggia.non è proprio tutto rose e fiori ma vederla mangiare cose sane e gustose è bello!
    Sono ora impantanata sul trovare ricette adatte a tutti che possano piacere anche a lei. Qualche consiglio, su libri o blog?

    Grazie e a presto,
    Silvia

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