Giochiamo all’avventura!

JAKE, IZZY, CUBBY, SKULLYQualche tempo fa avevo partecipato ad un sondaggio di Disney e Fattore Famiglia sul come giocano i bambini; lo scopo era valutare se e quanto la fantasia guidasse ancora i giochi dei bambini, a dispetto dell’introduzione sempre più importante di modelli e giochi statici e più guidati (es. tablet, videogames ecc.). Come ovvio, ormai mi conoscete, non ho potuto esimermi dall’andare a vedere i risultati, anche se questa volta non c’è stata (o non sono stata convocata) una presentazione ufficiale in casa Disney, cosa che rimpiango perchè, da brava adulta seria e competente, non vedo l’ora di tuffarmi ogni volta nella dimora italiana di Topolino, Minnie, Winnie the Pooh e tanti altri. Testimonial d’eccezione di questo sondaggio: Jake il Pirata…sì proprio quello del cartone Jake e i Pirati dell’Isola che non c’è (se ancora non lo conoscete potete scoprirlo su Disney Junior).

I risultati della Ricerca…

Dalla ricerca di cui accennavo prima, emerge una netta preferenza dei piccoli per i giochi all’aperto (48%) rispetto ai videogiochi e tablet (32%) e il 60% predilige tra le letture le storie d’avventura dove potersi immedesimare nei protagonisti. Ad esempio sono proprio i travestimenti da esploratori, pirati e cow-boy i preferiti dal 29% del target confermando l’inclinazione verso storie e giochi dove poter liberare la fantasia e la creatività. Questa componente di fantasia porta i genitori a riconoscere nei loro figli una buona capacità di adattamento all’imprevisto, come situazioni e persone nuove; evidenza confermata dalla concordanza fra comportamento e emozioni. Solo il 21.7% dei genitori descrive il figlio come indifferente alle novità. I bambini quindi sono da un lato capaci di riconoscere ed esprimere il loro stato d’animo e dall’altro dimostrano di trovare negli adulti un interlocutore attento e presente. Secondo la psicologa che ha commentato i risultati, la dottoressa Mantelli, quando si tratta della possibilità di come giocare,

Anche di fronte alla possibilità concreta di confrontarsi con una materialità precostituita e meno astratta (videogiochi e tablet, libri di enigmi e supereroi) la decisione ricade sulla scelta più impegnativa che permette però di sperimentare ancora il totale senso di libertà e di onnipotenza che è proprio dell’infanzia.

JAKE, CAPTAIN HOOKCosa ne penso io…

Come mamma e come psicoterapeuta infantile, non sono affatto sorpresa dai risultati: i bambini vivono di fantasia ed è indice di una crescita serena il fatto che siano spinti ad esplorare il mondo che li circonda e a scoprirne regole e modi di utilizzo in base alla loro personalissima interpretazione. Per questo motivo non mi sorprende affatto che i giochi simbolici, ovvero quelli in cui si puo far finta di essere qualcun altro, vincano decisamente sui dispositivi moderni; decisamente affascinanti e stimolanti, ma limitanti dal punto di vista delle modalità di utilizzo. Per quante applicazioni si scarichino, un tablet resta sempre una piattaforma statica, nel senso che si può usare solo nei modi previsti dallo strumento stesso. Volete mettere il confronto con la possibilità di correre su un prato e trasformare la scopa di casa nell’affilatissima spada di Jake il pirata (che ha una spada di legno, n.d.r.) o l’ometto di plastica dell’armadio nel pericolosissimo uncino di Capitan Uncino? Se noi adulti glielo permettiamo, ovvero se non continuiamo a ripetere “non si fa, rimetti a posto, occhio che ti sporchi/fai male/sudi ecc.”, la fantasia vince sull’elettronica 1000:1!!!
Quanto all’affrontare situazioni nuove, per i bambini non è così facile lanciarsi in nuove avventure come i personaggi delle loro fiabe e spesso questa capacità si modifica con l’età: i bambini più piccoli hanno bisogno di entrare in confidenza con l’ambiente nuovo in cui vengono a trovarsi; certo è che essere consapevoli di avere una base sicura, come quella dei genitori, dovrebbe aiutarli a crearsi il loro tempo per valutare la novità e buttarsi nella nuova avventura. Più crescono, se la costruzione della base sicura è andata a buon fine, più scoprono punti di forza in sè e negli altri che li aiutino ad essere più facilmente a loro agio anche nelle situazioni nuove. Come sempre, si raccoglie ciò che si semina!

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