Pirati a caccia del tesoro

“Uffa, mamma, piove anche oggi!” questa chiusura d’inverno non è facile da far accettare ai bambini! Ora che le giornate tornano ad allungarsi, è difficile convincere un quasi treenne che deve stare tappato in casa per colpa della pioggia. Ci si inventa qualunque cosa per tenerlo impegnato, ma lui ha voglia di correre, saltare e arrampicarsi…in poche parole, ha voglia di giocare. In una delle varie domeniche di pioggia, a mio marito son venute delle idee geniali a cui voglio dedicare un paio di post. La prima idea di cui voglio parlarvi è la caccia al tesoro…

Alla ricerca del tesoro nascosto

“Papà, il tesoro dei pirati è giallo!” ecco che marito rovista nella scatola delle formine del didò per recuperare tutte quelle gialle, poi corre in sala e le nasconde dietro al divano. “Forza, Gabri, ora devi stare attento: in sala c’è il divano con tutti i cuscini, dietro c’è un posto segreto in cui è nascosto il tesoro dei pirati. Lo vai a prendere?” “Sì, papà, ma tu mi accompagni? In sala non c’è nessuno è ho paura del lupo!” “Va bene, ma vengo solo fino alla porta, perché lo devi cercare tu!” E i miei due ometti partono insieme. Trovato il tesoro, è compito del nano andare a nasconderlo e spiegare al papà dove trovarlo. Il gioco della caccia al tesoro non è così banale come sembra; va a lavorare su diverse abilità, quali: capacità di muoversi e orientarsi nello spazio, memoria e capacità di mantenere l’attenzione sul compito dato, linguaggio, narrazione e comunicazione. Mica male, no? Vediamo come riesce…

mappa del tesoro.jpgChiedere ad un bambino di quasi 3 anni di ascoltare, comprendere e ricordare un percorso spiegato solo a voce è un compito molto difficile; il problema sta nel figurarsi e nel tenere a mente una comunicazione assolutamente astratta. Per quanto il bambino abbia familiarità con gli ambienti di casa, al di sotto dei 5 anni l’utilizzo della capacità di astrazione è estremamente limitata; immaginate quindi la fatica che deve fare un bambino nel costruirsi mentalmente la mappa, capire in quale punto della casa è stato nascosto il tesoro e, soprattutto, ricordarselo!!! Nei primi tentativi Gabriele arrivava a metà strada non ricordando più dove dovesse cercare; ricordava la stanza, ma non il punto esatto, oppure, se durante il tragitto trovava una distrazione (es. un gatto) non ricordava più dove dovesse andare e saltellava allegramente per casa senza una meta. Con un po’ di pazienza, e con l’ausilio di una mappa artigianale in cui marito “disegnava” la stanza incriminata e segnava una bella X rossa sul tesoro (quella nella foto rappresenta a grandi linee la nostra sala), Gabri ha iniziato a registrare meglio le informazioni e a recuperare le formine nascoste. Variare continuamente il posto del tesoro, gli permetteva di costruirsi ogni volta un’avventura nuova di zecca e di scaricare un po’ di energie fisiche: scalando divani, arrampicandosi sul lettone o strisciando sotto tavoli e sedie…in poco tempo la nostra casa si è trasformata in un’isola deserta del mar dei caraibi! L’idea di alternare il compito di cercare a quello di nascondere il tesoro, permette ai bambini di stimolare le abilità di linguaggio e narrazione; devono, infatti, essere in grado di raccontare in modo sensato e comprensibile cosa hanno fatto e dove l’hanno messo. Ovviamente il genitore non deve fingere di capire: se il bambino sbaglia a dare le indicazioni il tesoro non verrà trovato, se si igarbuglia nel parlare gli dovrà essere chiesto di ripetere ecc., altrimenti non vale!

Annunci

One thought on “Pirati a caccia del tesoro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...