Storia di un parto naturale…anche troppo!

Io e CarlottaAncora fatico a credere che sia passata già una settimana da quando la nostra piccola Carlotta ha fatto la sua entrata plateale in questo mondo! Dopo oltre una settimana di ritardo dalla dpp (data prevista parto), passata a cercare di convincerla ad uscire dal pancione, la signorina ha deciso di prenderci in parola al punto tale che...è nata in casa!!!!! Devo confessarvi che, se ci ripenso, trovo che la cosa sia assolutamente romantica e da libro cuore, ma in quel momento non la pensavo esattamente così! Se avete voglia, potrete leggere la nostra emozionante avventura…

Ore 9 del mattino: controllo in ospedale per gravidanza a termine

Dal momento che la dpp era il 26 settembre, la mattina del 2 ottobre io e mio marito siamo arrivati in ospedale per il controllo di routine; dopo una bella ecografia (in cui la signorina se la ronfava alla grandissima), la ginecologa di turno decide di propormi lo scollamento delle membrane per vedere di smuovere un po’ le acque in previsione dell’induzione che sarebbe avvenuta tra sabato e domenica. Al termine della simpatica manovra, me ne sono rimasta in ospedale per un’altra oretta per monitorare la bimba e vedere se si fosse presentata qualche simpatica contrazione. Carlotta sembrava molto scocciata dalla cosa: aveva iniziato a saltellare qua e là per la pancia, tanto che la macchinetta continuava a perdere il segnale del battito cardiaco e l’infermiera ha dovuto ingaggiare una caccia alla gnoma sul mio pancione. Ma di contrazioni nemmeno l’ombra…

Ore 14…dolore de panza, aspettiamo con costanza

Nel primo pomeriggio qualche simpatico dolorino comincia a comparire, ma niente di serio, tanto che mi basta cambiare posizione sul divano per far tornare la quiete. Nel frattempo arriva mia mamma a prendere il nano: è il giorno della festa dei nonni e al nido è prevista una super merenda. Per scrupolo decido di avvisarla che qualcosa inizia a muoversi, e le chiedo di tenersi vicino il cellulare nel caso qualcosa cambiasse.

Prime pappe!Ore 18…contrazioni ogni mezz’ora

Comincia a farsi strada l’idea che Carlotta stia, finalmente, decidendo di nascere, ma l’intervallo tra le contrazioni e il fatto che io riesca comunque a giocare con Gabri, lasciano presupporre che nulla accadrà prima del mattino seguente. Mia madre, per sicurezza, decide di fermarsi fino al rientro del marito dal lavoro. Quando lui torna (19.30) la situazione è costante, con contrazioni ogni 15/20 minuti, tanto che decidiamo di fare un bel bagno al nano e allertare gli altri nonni perché vengano a prenderlo dopo cena. La nostra speranza è quella di riuscire a sistemare le cose in tempo, in modo da dover evitare la corsa in ospedale con nano a seguito…illusi!!!!

Ore 20.30…il degenero totale!

Stavamo per metterci a tavola quando la situazione ci sfugge definitivamente di mano: improvvisamente le contrazioni diventano ogni 2 minuti e sono talmente forti da non permettermi di stare ferma o zitta. Afferriamo al volo che il nostro piano originale subirà un cambiamento drastico, così chiamiamo i nonni per dirgli di correre, perché, alla fine di ogni contrazione, comincia ad affacciarsi la necessità di spingere…è ufficiale: Carlotta nascerà a breve! Mentre io cado sempre più nel panico: piango perché il nano ha paura e io non posso consolarlo, anzi, lo allontano perché non voglio che lui assista (come no), comincio a dire cose senza senso, tipo “dobbiamo tenerla dentro, o in ospedale non ci arrivo”, marito dimostra una lucidità incredibile: nel giro di pochi minuti recupera una vicina che si occupi del nano, chiama l’ambulanza e mi costringe a sedermi sul divano (sì, pur essendo in pieno travaglio, vagavo per la sala senza una meta). Quando mi si rompono le acque il mio cervello va in corto circuito, devo confessare che ricordo poco niente se non marito che mi dice “leva quella mano che non vedo dove è la testa” e io che rispondo con qualcosa del tipo “ma se levo la mano, poi lei esce”.

Ore 20.53…CARLOTTA

Amore si vede la testa! Amore è uscita la testa!
Il pianto di Carlotta.

Il mio cervello riparte e, per la prima volta poso gli occhi sulla nostra bambina. La nostra cucciola ha deciso di nascere nella sua casetta, direttamente tra le braccia di papà e mamma! Tre secondi dopo mia suocera (non ho idea di quando sia arrivata) copre la piccolina con un asciugamano e me con una coperta, mentre marito (il nostro eroe) va a prendere il nano e lo porta sul divano, perché veda sia la sorellina, sia che la mamma sta bene. Subito dopo arrivano i paramedici dell’ambulanza che controllano i parametri vitali miei e di Carlotta; qualche minuto per stilare il referto e allertare l’ospedale e poi via, verso il reparto di maternità del San Gerardo di Monza, dove per tre giorni siamo state le star involontarie del reparto e mio marito ha pure ricevuto “un’offerta di lavoro” come ostetrico (in realtà fa il programmatore informatico, nda) per il sangue freddo e la competenza dimostrati.

Carlotta, nano e marito

Sicuramente il mio desiderio di poter avere un parto naturale e sereno è stato più che realizzato, in effetti il parto in casa è una pratica che va anche di moda, ma di solito ci si organizza prima in modo da avere un’ostetrica a disposizione per evitare problemi! Se penso alle mille e più cose che sarebbero potute andare storte mi vengono i brividi, a tutti noi piace pensare che, nel giorno della festa dei nonni e nella ricorrenza degli angeli custodi, un angelo speciale (mio padre, che era un medico) sia corso nel nostro salotto per far si che tutto andasse bene. Ovviamente non lo sapremo mai. Quello che importa è che da oggi, nella nostra vita, c’è anche la piccola Carlotta!

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2 thoughts on “Storia di un parto naturale…anche troppo!

  1. Bellissimo racconto, emozionante e una lacrimuccia mi è scappata:)
    Alla fine sti uomini un po’ nerd sanno benissimo tornare con I piedi per terra all’occorrenza e sognare quando ce n’è bisogno.Auguri per il vostro primo Natale in 4:)
    Milena Oggioni

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