Come aiutare i bambini ad affrontare la visita dal medico

Nonostante la sala d’attesa della nostra pediatra sia coloratissima e piena di libretti interessanti da curiosare, ogni volta che mio figlio ha un controllo rischiamo la tragedia. Nonostante non abbia mai ricevuto cure invasive e la nostra dottoressa sia buona come il pane, appena varchiamo la soglia cominciano occhioni gonfi, lacrimoni e suppliche “mamma ho paura, non voio la dottora”. Come tentare di risolvere la situazione? un risultato positivo l’ho avuto all’ultimo controllo, quando ho provato a far passare il tutto come un’avventura straordinaria. Ecco le mie strategie:

1) Avvisarlo in tempo: fissato l’appuntamento per il controllo, ho cominciato ad avvisare il nano che dopo un paio di giorni, saremmo andati dalla dottoressa. Il motivo era che la mamma voleva essere sicura che stesse crescendo bene e fosse tutto a posto…abbiamo anche cominciato a visitare i pupazzi di casa con strumenti di fortuna: una collana con pendaglio si è trasformata in un fonendoscopio per sentire i cuoricini, macchioline e nasi dei pupazzi si sono trasformati in piccole ferite da medicare con bacini e cerotti e un vecchio termometro ha provato la febbre persino al camion dei pompieri. Eravamo dei dottori anche noi!

2) Descrivere cosa vedrà e cosa accadrà (ovviamente nel limite del possibile e delle sue capacità di comprensione): ho raccontato più volte al nano dei libretti nella sala d’aspetto e delle sedie su cui leggere; gli ho spiegato che la dottoressa era una signora come la mamma con un lungo grembiule bianco che serve a non sporcarsi e gli ho spiegato che nello studio ci sarebbero stati il lettino e la bilancia dove lo avrebbe visitato. Ovviamente, se sapete che dovrà fargli punture o cose fastidiose evitate bugie, dite che sarà fastidioso come un pizzicotto, ma che passerà subito, altrimenti vi fregate con le vostre mani!

3)Permettergli di esplorare lo spazio: mentre raccontavo alla dottoressa le ultime novità sul nano, gli ho permesso di curiosare per lo studio, controllando con la coda dell’occhio che non combinasse pasticci, ha avuto così modo di familiarizzare con l’ambiente e di sentirsi meno sballottato durante la visita.

4) Stargli vicino, spiegargli cosa sta facendo e permettergli di fare le sue domande: quando è stato il momento della visita qualche lacrimuccia è scesa, ma il fatto che fossi lì con lui e gli raccontassi cosa stava per accadere lo ha aiutato ad essere meno recalcitrante. Il momento di grossa protesta c’è stato quando la dottoressa gli ha controllato il pisellino…ma come dargli torto? Grande successo, invece per il controllo delle tonsille e del peso: mio figlio ha spalancato la bocca dicendo “faccio AAAAAAH come Peppa” e sulla bilancia remava perché aveva deciso che assomigliava ad una barchetta.

Al termine della visita si sentiva molto soddisfatto di se stesso, anche se non vedeva l’ora di rivestirsi. Tornando a casa gli ho chiesto se la dottoressa facesse ancora così paura e mi ha risposto che, in fondo in fondo, era anche simpatica…nei giorni successivi ha voluto giocare di nuovo al dottore con i suoi pupazzi e, ogni tanto, mi chiede “quando torniamo dalla dottora?”. Speriamo che questo stato di grazia perduri…finger crossed!

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