Cosa fare con bambini che non mangiano

rifiuto ciboIeri sera, nella cucina di casa mia, si è svolta una scenetta piuttosto divertente: volevamo far assaggiare al nano il mango, a dire il vero l’aveva già addentato qualche tempo fa, ma era un po’ acerbo e non gli era piaciuto. Quando glielo abbiamo presentato nel piatto sono partite scene isteriche accompagnate da “Non mi piace, schifo!”; con un po’ di fatica siamo riusciti a fargliene assaggiare un pezzetto…risultato? si è divorato quasi mezzo mango (il resto ce lo siamo mangiati io e marito). Dove voglio arrivare? Il mondo è pieno di mamme alle prese con i capricci legati al momento della pappa, ma forse non è poi un obiettivo così difficile da raggiungere! Ora vi racconto come ho affrontato le scene da pappa di mio figlio.

Di tutto un po’

All’inizio dello svezzamento il pediatra mi disse “guarda che i neonati sono conservatori, farà scene” io ho faticato a crederci; in effetti mio figlio era così ansioso di addentare qualcosa di solido che mangiava qualsiasi cosa! Con il tempo, ovviamente, ha cominciato a sviluppare i suoi gusti e a scoprire alimenti che gli piacevano di più e altri che proprio non gradiva; purtroppo per lui io sono dell’idea che si debba imparare a mangiare un po’ di tutto, quindi ho continuato a proporgli anche gli alimenti meno graditi. Per poter svolgere un’educazione alimentare sana ed equilibrata è importante imparare a mangiare un po’ di tutto, altrimenti si finisce a mangiare sempre le solite quattro cose con conseguenti carenze o eccessi alimentari. Ovviamente questo non vuol dire obbligare a mandar giù qualcosa che proprio fa ribrezzo o a cui si è intolleranti, vuol dire che i gusti dei bambini (e degli adulti) sono variabili e dipendono molto anche da come viene proposto l’alimento; quindi ciò che non va a genio oggi potrebbe piacere tra un mese o una settimana, soprattutto se cucinato in un modo un po’ diverso. L’importante è mettere in chiaro che ciò che è in tavola va almeno assaggiato (a casa mia c’è l’obbligo di una forchetta di assaggio)…dopotutto, siamo noi gli adulti! Prendiamo, ad esempio, i finocchi: mio figlio cotti non li sopporta, sia che siano lessi o gratinati al forno, ma basta darglieli crudi, conditi con succo di limone e olio e se ne mangerebbe una ciotola intera! Idem con le arance: mangiate a spicchi proprio non le sopporta, ma se le spremiamo (e il bello sta anche nel farlo insieme) non ci sono assolutamente problemi!

bimbo pappaFantasia in tavola

A tavola, ma anche nella vita, ci vuole fantasia! Quasi tutti i bambini amano il “cibo spazzatura” come i panini dei fast food ed eviterebbero, invece, verdura e frutta prima ancora di averli assaggiati…perché? solo a livello visivo il packaging e la presentazione dei cibi pronti è costruita per attirare l’attenzione e stimolare l’appetito, mentre un piatto di carote lesse, visivamente, è piuttosto squallidino…detto questo noi mamme sappiamo benissimo che, qualitativamente parlando, le carote vincono sul fast food, ma come convincere i nostri piccoli affamati? Una strategia può essere quella di cucinare insieme: vedere come si prepara un piatto, quali ingredienti servono e assistere alla magia della pietanza che si costruisce e diventa pronta è uno spettacolo che porta chiunque a voler assaggiare il risultato, anche se ci sono alimenti che, istintivamente, non metteremmo mai in bocca. Se funziona così per noi adulti, figuriamoci per i bambini che vivono di fantasia e magia! Giocare agli Chef porterà i nostri piccoli a sentirsi importanti e coinvolti anche in un compito che, normalmente, è svolto dai grandi…vinta la ritrosia iniziale di infilare le manine in qualcosa di nuovo e poco attraente, se al nostro sou chef verrà dato il compito di controllare che il sale sia nel giusto quantitativo ecco che si divertiranno ad assaggiare! E poi volete mettere l’orgoglio di presentare il risultato a cena al papà? Ah, mi raccomando, non sottovalutate la fase dell’impiattamento: i broccoli possono diventare i capelli, un pomodoro il naso e il filetto di merluzzo lo sgangherato sorriso di un piatto sorridente!!

Ironia a parte, i bambini sono spesso diffidenti verso i cibi e il momento dei pasti può diventare conflittuale. Impuntarsi e sbraitare non porta quasi mai a nulla, è meglio proporre alternative e offrire alimenti sempre diversi per sapore e per aspetto, ricordarsi che se a pranzo non mangia, sicuramente, non morirà di fame e armarsi di tanta, tanta, taaaanta pazienza!

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