Credere a Babbo Natale

babbonataleIl Natale è la festa dei bambini, la magia nei loro occhi quando si allestiscono presepi e si addobbano alberi sottolinea l’assoluta unicità di questa festa! Sia che la viviate in modo laico o religioso, uno degli appuntamenti chiave del 25 dicembre è l’arrivo dell’unico ed inimitabile Babbo Natale…persino mio figlio di 20 mesi non vede l’ora del suo arrivo (avreste dovuto vedere la sua faccia quando l’allegro canuto ha fatto un’improvvisata alla festa del Nido!) e passa i pomeriggi a gironzolare intorno all’albero ripetendo stile mantra “Babbo Natale da regali a tuuuuttti bimbi bravi bravi, io monellino, ma do bacino” (filastrocca insegnata al nido). Come sempre, questa credenza suscita migliaia di dibattiti pre-natalizi sul fatto che sia giusto o meno lasciare che i bambini credano all’esistenza di questo simpaticissimo personaggio. Ecco, quindi, il mio post su Santa!

Io ci credo e tu?

In un articolo comparso lo scorso anno su La Stampa, la dottoressa Andreoli (nonché la presidentessa di Associazione Alice Onlus) invitava a considerare la tradizione di Babbo Natale da un punto di vista educativo e non menzognero, poiché permette di comunicare con il loro linguaggio l’importanza e la valenza simbolica di una festa dai profondi e complessi significati emotivi e culturali: dall’inno alla vita (Natale è la nascita di Gesù Cristo, ma anche il solstizio d’inverno che festeggia la rinascita del mondo per il ritorno della luce che accompagnerà alla primavera) all’importanza della condivisione e della famiglia (motivo dei doni). Concetti, sicuramente, non di facile comprensione già per noi adulti…figuriamoci per dei bambini!

-babbo-natale2

Come sappiamo, i bambini piccoli vivono costantemente in un mondo fantastico e magico; l’utilizzo della fantasia è per loro fondamentale perché gli permette di tenere uniti i  dati che arrivano dalla realtà (es. il fatto di ricevere dei regali) con degli elementi emotivi anche importanti, come il senso di fiducia nei confronti dei propri genitori, l’affetto e l’emozione suscitate dal condividere una giornata speciale con tante persone care.  Se ci pensate un momento, Babbo Nataleèla sintesi perfetta di tutto questo: una figura bonaria e affettuosa che ama e protegge i bambini e fa in modo di realizzare parte dei loro piccoli desideri. Oltre a tutto questo, la consapevolezza del fatto che Babbo Natale porti regali solo ai bambini buoni (quando poi li porta a tutti) insegna ai piccolini l‘importanza dell’attesa e li aiuta a compiere un primo passo importante nella loro costruzione di Sè: autovalutare i propri atteggiamenti in funzione delle risposte che suscitano negli altri. Il fatto che il rosso nonnino faccia arrivare sempre un pacchettino, gli insegna l’importanza degli affetti che permettono di essere amati e accettati per quello che davvero sono. Non c’è quindi motivo per demonizzare questa splendida fantasia che, come abbiamo visto, ha valenze decisamente positive.

Credere sì, ma fino a quando?

Prefissare un limite di età alla credenza di Babbo Natale è, a mio parere, un discorso senza capo nè coda; sarà la vita stessa a portare i nostri cuccioli a capire come stanno realmente le cose e a spingerli a chiederci quale sia la vera storia del Natale e i suoi significati. Il confronto con i coetanei e la normale maturazione delle capacità cognitive dei nostri bambini li porteranno a porsi spontaneamente delle domande su ciò che li circonda; l’importante, per noi genitori, è non sentirsi imbarazzati nel rispondere, nè tentare disperatamente di prolungare la fiaba. Una reazione corretta alla fatidica domanda “Ma Babbo Natale esiste davvero?” può essere un “Tu cosa ne pensi?” in questo modo sapremo valutare a che punto è il nostro bambino o la nostra bambina e potremo regolarci di conseguenza. Ad esempio: se alla domanda capiamo che il piccolo/a, pur non essendone convintissimo, sta cominciando ad afferrare la verità sui regali; potremmo cominciare ad ammiccare commenti tipo “Babbo Natale ci ha detto che avresti voluto questa cosa, ed eccola qui”. Se il mondo delle fiabe è ancora prevalente, guadagneremo punti nell’indice di gradimento perché “papà e mamma conoscono direttamente Babbo Natale”; se, invece, il commento farà centro, permetteremo al piccolo/a di afferrare un pezzo in più della realtà e lasciarsi il beneficio del dubbio finché non sarà pronto al 100%.biscotti per Babbo

Detto questo, il mio cucciolo è ancora molto piccolo, motivo per cui questa sera verrà allestito un angolo ristoro per Babbo Natale e per le sue renne: un bicchiere di latte e dei biscotti per il simpatico nonnino e un bel mandarino per le renne (così ne mangiano uno spicchio a testa)…chissà che, magari, Babbo Natale non decida di lasciare un biglietto di ringraziamento o un ricordo extra (es. il cappello) oltre ai regali sotto l’albero…

Personalmente non vedo l’ora di sentire un leggero scampanellio e il rassicurante “Oh Oh Oh” nel dormiveglia della notte della Vigilia!

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