Costruire la serenità in famiglia

famigliaUn ambiente sereno e amorevole è fondamentale per la crescita e per il benessere psicofisico di bambini e genitori; tuttavia, ci sono occasioni in cui le difficoltà che affrontiamo, come genitori, ci sembrano insormontabili e crediamo che qualsiasi scelta sia sbagliata. Si fa presto a far riferimento a modelli già visti nell’infanzia o in altre famiglie. o a facili scorciatoie che ci propongono libri, riviste e persino internet; ma non è detto che siano le risposte più adatte alla nostra situazione. Persino Save the Children, all’interno della sua campagna A mani ferme, ci invita alla riflessione su come costruire un buon rapporto genitori-figli.

Da dove cominciare

Durante la giornata è più che normale che il lavoro, i capricci dei bambini, la macchina che non parte, ecc. aumentino il nostro livello di stress; questo offusca la nostra capacità di ragionare e di reagire in modo equilibrato e costruttivo con i nostri bambini e ci ritroviamo a dire cose che non pensiamo o fare cose di cui poi ci pentiamo. Sarà capitato a ciascuno di noi di perdere la pazienza, alzare la voce e, magari picchiare il pugno sul muro. Queste reazioni, per quanto normali e comprensibili, possono spaventare i bambini che non hanno le competenze per analizzare il nostro comportamento o capire il nostro disagio. Ai loro occhi siamo noi i grandi, quelli che hanno le risposte a tutto…vederci così “mostruosamente” potenti può minare il rapporto di fiducia tra noi e loro e, alla lunga, installare fragilità e sensi di colpa, oppure reazioni oppositive.Ogni volta che non sappiamo cosa fare, proviamo a pensare a questo: i bambini imparano a gestire lo stress osservando i propri genitori. Se noi reagiamo urlando, picchiando, insultando stiamo insegnando ai nostri figli l’esatto opposto di quello che vorremmo. La chiave per avere un buon rapporto e poter davvero insegnare qualcosa di buono è imparare a considerare i problemi che richiedono una soluzione immediata come opportunità per crescere.

per_mano_800_800-300x182Reagire con amore per diventare dei punti di riferimento

In un’atmosfera affettuosa e comprensiva il bambino si sente al sicuro anche se commette errori; sa di potersi fidare dei suoi genitori e in questo modo diventa più sicuro di sé ed è più motivato a impegnarsi. Questo, ovviamente, non vuol dire “far finta di niente”, ma imparare, noi per primi, a riconoscere e a legittimare le emozioni dei nostri bambini, insegnandoli anche a ridimensionarle e ad esprimerle in modo corretto. L’amore chiama amore e insegna il rispetto per l’altro!
Un piccolo esempio: sono le 8 del lunedì sera e dalla cameretta dei bimbi partono urla isteriche perché il vostro ometto ha inciso un sorriso col taglierino nella barbie della vostra principessa e lei, furente, sta tentando di cavargli un occhio. Entrare come delle furie facendo a gara a chi urla e/o mena più forte farà solo in modo che in famiglia si instauri l’armonia di Shining; tentare una mediazione riconoscendo alla principessa il diritto di sentirsi furente, ma non quello di abbattere il fratello, sicuramente aiuterà a smorzare i toni e arrivare insieme alla soluzione (es. Il fratello chiederà scusa, pulirà e, se abbastanza grande, ricomprerà con la sua paghetta la barbie deturpata). Se noi genitori ci dimostriamo in grado di relazionarci positivamente con i nostri bambini, ecco che ne diventeremo, immediatamente, i punti di riferimento a cui potersi rivolgere quando le esperienze della vita sono difficili da comprendere e da elaborare. Diventare punti di riferimento, significa dare ai bambini gli strumenti di cui hanno bisogno per raggiungere i loro obiettivi in modo autonomo.

Amore, comunicazione, solidità nei legami; questi sono gli ingredienti per la ricetta più difficile di tutte: quelle per la creazione della serenità in famiglia. Sicuramente non è un’impresa facile, ma se l’obiettivo è quello di crescere insieme e farlo nel migliore dei modi, è sicuramente la strada giusta! Non credete?

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