Quando allattare non è possibile

Per quanto l’allattamento al seno sia preferibile, ci sono delle condizioni di salute della mamma o del bambino che potrebbero renderlo difficoltoso se non impossibile. Indipendentemente dalla presenza o meno di patologie della mamma o del bambino, esistono anche donne che scelgono attivamente di non allattare al seno o, in rarissimi casi, madri che non hanno latte o ne producono troppo poco. Qualsiasi sia il motivo per cui si arriva a scegliere l’allattamento artificiale, invece di quello naturale, tengo a sottolineare che questo non vuol dire assolutamente che la mamma in questione sia meno valida o ami il suo bambino meno delle mamme che allattano (ci tengo a specificarlo perché al corso pre-parto l’ostetrica disse ad una mamma che allattare artificialmente vuol dire non avere istinto materno…mai cazzata maggiore fu espressa da essere umano!). Vi riassumo brevemente quali possano essere i casi in cui l’allattamento materno non è possibile o è, addirittura sconsigliabile (i dati li ho presi dal sito del ministero della salute)

Condizioni di salute del bambino che giustificano il non allattamento al seno

Bambini minori di un anno che non dovrebbero ricevere latte materno o altro latte con l’eccezione di latti formulati speciali

  • Bambini con galattosemia classica: hanno bisogno di una formula speciale senza galattosio.
  • Bambini con malalii delle urine a sciroppo d’acero: hanno bisogno di una formula speciale senza leucina, isoleucina e valina.
  • Bambini con fenilchetonuria: hanno bisogno di una formula speciale senza fenilalanina (un allattamento al seno parziale è possibile, sotto stretta supervisione).

Bambini minori di un anno per i quali il latte materno è l’opzione migliore, ma che possono aver bisogno di un supplemento per un periodo limitato

  • Nati con un peso inferiore ai 1500 g (peso molto basso alla nascita).
  • Nati a meno di 32 settimane di gestazione (molto pretermine).
  • Neonati a rischio di ipoglicemia per un difetto di adattamento metabolico o per un’aumentata richiesta di glucosio (come nei nati pretermine, piccoli per l’età gestazionale o con un importante stress ipossico/ischemico intrapartum, nei neonati ammalati e in quelli con madre diabetica se la loro glicemia non risponde a un allattamento al seno o alimentazione con latte materno ottimale).

Condizioni di salute della madre

Condizioni materne che possono giustificare un’astensione permanente dall’allattamento

  • Infezione da HIV:1 se l’alimentazione sostitutiva è accettabile, fattibile, abbordabile, sostenibile e sicura (AFASS) (6).
    Se non lo è, si raccomanda l’allattamento esclusivo per i primi 6 mesi.

Condizioni materne che possono giustificare un’astensione temporanea dall’allattamento

  • Malattia grave che impsce alla madre di prendersi cura del figlio, una setticemia, ad esempio.
  • Infezione da virus dell’Herpes simplex tipo 1 (HSV-1): si deve evitare il contatto diretto tra le lesioni del seno della madre e la bocca del bambino fino a guarigione completa delle lesioni attive.
  • Uso di alcuni farmaci da parte della madre:
    • Alcuni sedativi, antiepilettici ed oppioidi, e le loro combinazioni, possono causare effetti collaterali quali sonnolenza e depressione respiratoria; è preferibile evitarli se sono disponibili alternative più sicure.
    • Lo iodio 131 radioattivo può essere evitato dato che un’alternativa più sicura è disponibile; in ogni caso, la madre può riprendere ad allattare circa 2 mesi dopo aver preso questa sostanza.
    • L’uso eccessivo di composti iodati per uso locale (ad esempio, povidone iodato), specialmente su ferite aperte o membrane mucose, può inibire la funzione tiroidea o causare squilibri elettrolitici nel bambino allattato, e dev’essere evitato.
    • L’uso di chemioterapici citotossici richiede la sospensione dell’allattamento al seno mentre la madre è in terapia. 

Condizioni materne durante le quali l’allattamento al seno può continuare, nonostante vi siano preoccupazioni per i problemi di salute

  • Ascesso mammario: l’allattamento deve continuare dal seno non colpito e può riprendere da quello colpito non appena inizia il trattamento
  • Epatite B: i neonati devono ricevere il vaccino entro le prime 48 ore dalla nascita o appena possibile
  • Epatite C.
  • Mastite: se l’allattamento è molto doloroso, il latte materno dev’essere spremuto per alleviare il dolore ed evitare che la condizione peggiori
  • Tubercolosi: madre e bambino devono essere gestiti come da linee guida nazionali per la tubercolosi
  • Uso di sostanze da parte della madre:
    • L’uso da parte della madre di nicotina, alcool, ecstasy, anfetamine, cocaina ed altri stimolanti è stato dimostrato avere effetti dannosi sui bambini allattati al seno.
    • Alcool, oppioidi, benzodiazepine e cannabis possono avere effetti sedativi sia nella madre sia nel bambino.Le madri dovrebbero essere incoraggiate a non usare queste sostanze, fornendo loro occasioni e sostegno per astenersi.L’opzione più appropriata per una madre HIV positiva dipende dalle sue circostanze e da quelle del bambino, compreso lo stato di salute, ma anche da considerazioni sui servizi sanitari disponibili e dal counselling e dal sostegno che potrebbe ricevere. L’allattamento esclusivo al seno è raccomandato per i primi 6 mesi a meno che l’alimentazione sostitutiva non sia AFASS. Se lo è, si raccomanda l’astensione totale dall’allattamento per le donne HIV positive. L’allattamento misto nei primi 6 mesi (vale a dire l’allattamento con l’aggiunta di latte formulato e/o di altre bevande e alimenti) dev’essere evitato nelle madri HIV positive.
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