Come dormono i bambini?

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Come già vi avevo anticipato in Quando è l’ora di fare la nanna, ho chiesto ad una mia amica e collega, la dottoressa Paola Cipriano (psicoterapeuta e specialista in Psicologia perinatale) di aiutarmi nell’affrontare l’argomento del sonno dei bambini…il risultato è stata la stesura di due articoli intensi e ricchi di spunti di riflessione. Il primo è questo e vuole affrontare il sonno dei bambini dal punto di vista della fisiologia del sonno, ovvero, di come funziona l’alternanza dei periodi sonno-veglia nei più piccoli. Nel secondo affronteremo il Cosleeping e le sue origini. Vi lascio al contributo di Paola.

Sonno e indipendenza

E’ bravo? Ti dorme tutta la notte?”  è tra le prime domande che vengono poste ad una neomamma, come se esistessero bambini cattivi,  come se la fisiologia, e quindi il normale funzionamento cerebrale, prevedesse che un neonato dorma tutta la notte, preferibilmente dalle 21 alle 8.
No, non è così. Le eccezioni esistono ed, effettivamente, ci sono bambini che fin da piccolissimi dormono molto ma, nella maggior parte dei casi, i bambini presenteranno un numero variabile di risvegli notturni.
Per quanto evoluti, ancora nessuno può mettere in dubbio il fatto che gli esseri umani appartengano  alla classe dei mammiferi e con essi condividiamo molte caratteristiche; qualsiasi mammifero, in natura, dopo aver partorito non si separa dal suo piccolo, non lo lascia dormire in un posto diverso dal suo: per intenderci mamma orsa quando partorisce non lascia l’orsetto da solo nel bosco affinché lui diventi “indipendente”. L’orsa sa che il piccolo ha bisogno di lei, della sua protezione e del suo calore. Mamma orsa sa anche che tutto è molto più semplice se stanno vicino: potrà allattarlo, potrà difenderlo. Sa che, come per tutte le cose, verrà il tempo in cui l’orsetto diverrà indipendente.

Ma non ora, non appena nato.twinsx

Nella nostra società, invece, serpeggia la convinzione che il neonato debba imparare ad essere indipendente, ad addormentarsi da solo e dormire nel suo lettino e se malauguratamente il genitore “cede” al suo pianto portandolo nel lettone, lui non  se ne andrà mai più. Crescerà viziato, dipendente, insicuro.
È stato dimostrato, grazie a studi su animali, che il significativo stress a cui sono sottoposti i cuccioli di mammifero separati fisicamente dalla madre, ha ripercussioni negative in età adulta e aumenta la vulnerabilità allo stress per il resto della vita. In maniera analoga quando un neonato viene lasciato solo il suo sistema nervoso darà segnale di pericolo di vita. In queste situazione il cervello produce un elevato tasso di cortisolo, ormone dello stress, che rischia di produrre modifiche permanenti nelle strutture cerebrali tra cui amigdala e ippocampo, coinvolte nella costruzione della memoria e nella capacità di gestire emozioni (per approfondimenti: Sue Gerhardt “Perché si devono amare i bambini” Raffaello Cortina editore). Questi dati dovrebbero renderci assai cauti sul sottoporre i nostri neonati e bambini piccoli a metodi quali il pianto controllato e ad oltranza, concepiti per farli dormire più a lungo. Credo sia importante innanzitutto fornire ai genitori  informazioni corrette affinché siano liberi di fare una scelta consapevole visto che, negli ultimi anni, proliferano personaggi che, tramite libri o web, propongono metodi. Il “metodo”, però, non riconosce la soggettività del singolo e non spiega ai genitori cosa accade nella fisiologia.

Partiamo dalla struttura del sonno.

Nel 1968 Rechtscaffen e Kales classificarono il sonno in 5 stadi: 4 non rem distinti secondo un grado crescente di profondità e uno stadio rem, che si ripetono varie volte nel corso della notte. La fase rem è quella in cui sogniamo  ed è anche quella necessaria per favorire la crescita cerebrale dato che stimola i neuroni mentre quella non rem corrisponde, in base ai livelli di profondità, al sonno profondo.

È importante sapere che tra il neonato e l’adulto ci sono profonde differenze: nei primi tre mesi di vita, l’epifisi (una ghiandola presente nel cervello) non secerne melatonina, l’ormone che è coinvolto nell’alternanza sonno veglia; non ha quindi senso affermare, a questa età, che il bambino ha scambiato il giorno per la notte poiché non riconosce ancora la differenza! La fasi del sonno profondo compaiono solo dopo i 3 mesi. È importante anche sapere che fino ai 3 anni il cervello è impegnato nella costruzione e nello sviluppo neuronale e che, quindi, i continui risvegli che molti bambini hanno sono NORMALI E FISIOLOGICI, poiché collegati alla sensibilità corrispondente allo stato di maturazione delle cellule nervose!
Esiste, inoltre, un’importante fase psicologica del bambino che lo vede impegnato, dagli 8 mesi fino ai 3 anni, nell’elaborazione della separazione dalla figura di attaccamento: deve cioè elaborare il concetto che lui e la mamma sono esseri separati e distinti; questo è un processo molto delicato e la notte, già di per sé un momento di vuoto, di buio, di solitudine, può diventare occasione per amplificare queste ansie.
Conoscere la fisiologia ci aiuta proprio perché risulterà più facile comprendere cosa accade al bambino ed accettare  un po’ più serenamente le fatiche che comporta. Il mondo intorno a noi genitori diffonde continuamente convinzioni quali: “il bambino DEVE dormire tutta la notte”; diventa facile crearsi aspettative irrealistiche; e se, poi, il mio bimbo si sveglierà 10 volte a notte ecco che ci sia angoscia pensando che ci sia qualcosa di  sbagliato in lui, in me o in noi.

Ricordatevi che, come col tempo il bambino camminerà e mangerà da solo, così arriverà a dormire tutta la notte. (vedi Alessandra Bortolotti “E se poi prende il vizio?”)neonatochedorme09

Una dedica in particolare..

Dedico questi articoli a tutte quelle mamme che si sono sentite giudicate per le loro scelte personali, che quotidianamente devono lottare contro amiche, pediatri e nonne, tutti portatori di una visione pregiudiziale; a tutte quelle mamme che hanno bimbi che si svegliano tante volte e che quando escono e vanno ai giardinetti incontrano solo mamme con figli che dormono dieci ore di fila, sentendosi “diverse”.

Sono una psicoterapeuta che si occupa anche di questo argomento perché mamma di una splendida bambina che ha sempre dormito poco e per un lungo periodo si è svegliata ogni ora.

So cosa vuol dire. È  dura, ma per me tutto è diventato più semplice quando mi sono affidata alla naturalità del nostro rapporto, seguendo l’istinto, dormendo insieme nel lettone.

Quando ho iniziato a fare come mamma orsa.

Dott.ssa Paola Cipriano

Psicologa esperta in psicologia perinatale

Psicoterapeuta

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11 thoughts on “Come dormono i bambini?

  1. Davvero un bellissimo articolo che mi ha colpito molto soprattutto nella dedica. Nei primi mesi la nostra piccola dormiva poco e dormivamo insieme sulla sedia a dondolo o sul divano contornate di cuscini. Oggi con il tempo, abbiamo 16 mesi, dorme tutta la notte. Ogni tanto viene nel lettone per coccola o consolazione (i denti continuano a farci male). Abbiamo però mantenuto le difficoltà nel prendere sonno… Facciamo una gran fatica pur avendo una routine, orari stabiliti… Non vuole mai addormentarsi… Ci impieghiamo anche 45 minuti ….
    Silvia

  2. Ho letto tutto d’un fiato questo bellissimo articolo e come Silvia mi ha colpito tantissimo la dedica….. quante volte mi sono sentita “diversa” perchè il mio bambino a differenza delle mie amiche non dormiva dieci ore a notte ma si svegliava dieci volte a notte!!! Mio figlio Riccardo soffre di Pavor Nocturnus da quando aveva due anni ed ora ne ha tre, per mesi ha fatto una anche due crisi a notte.. perchè nessuno ci prepara seriamente a questa cosa quando diventiamo mamme? per esempio nei corsi preparto…Forse anche noi saremmo meno nel panico e ci sentiremmo meno “diverse”

  3. Bellissimo articolo….vorrei raccontarvi la mia esperienza personale:
    Sono una mamma di tre splendidi bimbi: Sofia 7 anni, Leonardo 5 e mezzo e Tommaso 10 mesi; ciascuno di loro diverso in tante cose ma molto simili in molte altre. La nanna…. Sofia si è addormentata in braccio a me fino ai 18 mesi cioè fino al giorno precedente l’arrivo di Leonardo, si addormentava sul pancione e poi da brava cucciola dormiva tutta la notte; Leonardo dal giorno in cui l’ho portato a casa dall’ospedale dopo la nacita, cioè a tre giorni di vita, si addormentava da solo, senza un pianto e senza una lacrima….così in modo molto naturale, io lo posavo a pancia in giù (a lui piaceva dormire così) nella culla e lui si addormentava. Tommaso, be’ con lui sono diventata mamma orsa… dopo i primi tre mesi di vita in cui si addormetava alle 23 circa e si svegliava alle 6/7 per la poppata mattutina, sono succeduti gli altri sette (fino ad oggi compreso) in cui si addormenta tra le braccia del papà intorno alle 21.30/22, dorme il suo primo sonno nel suo lettino ed intorno alla mezzanotte/una il primo rivesglio….lo porto nel lettone e lì, il mio cucciolo d’orso, ci resta fino al mattino tra due, tre o anche quattro risvegli notturni durante i quali gli offro il seno e dopo una piccola “ciucciatina” si riaddormenta pacifico, ma non osiamo (io e mio marito) rimetterno nel suo lettino perchè si sveglia in tempo zero! Io ho bisogno di dormire perchè la mattina sono sveglia presto, ci sono anche Sofia e Leonardo da portare a scuola ed all’asilo e poi alle 9 devo essere in ufficio, perciò se Tommaso per dormire bene ha bisogno di questo per ora va bene così!! Viva le mamme orse e i suoi orsettini, un bacio a tutte

  4. sono incappata in questo articolo per caso e volevo ringraziarvi!
    grazie sentitamente ❤
    grazie col cuore perché l'istinto mette in crisi qualsiasi costrutto culturale e basta poco per creare scompiglio nelle sicurezze altrui… "si è sempre fatto così" "ai tempi miei" "ma se esistono i lettini" "non può restare con te per sempre"

    ma soprattutto grazie per quella parte di autorevolezza professionale che mi è servita per comprendere che, non solo, non sono sola come mamma "istintuale" ma neanche come utente-richiedente di sostegno psicologico… perché ho sentito pareri concordi nel "demonizzare" mamma orsa e le sue abitudini: "è una proiezione del tuo bisogno"….

  5. che bello questo articolo e i vostri commenti… io tutti i giorni mi ritrovo a dover combattere contro chi afferma: “i bambini sono come li abitui”, “i metodi antichi sono i migliori, ora ci siamo troppo modernizzati”, “falla piangere altrimenti si vizia”! Io quindi dovrei, secondo loro, non farla dormire nel lettone, farla piangere ad oltranza e non offrirle il mio seno…..
    grazie per il conforto che mi avete trasmesso e per non avermi fatta sentire sola

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