Tessuto antimacchia? accetto la sfida!

Un paio di settimane fa sono stata contattata da un rappresentante della catena Doimo Salotti che mi ha proposto di seprimentare il loro nuovo tessuto antimacchia EMI per i divani. Perché proprio io? ho chiesto a metà tra l’incuriosita e il sospettoso, “Perchè tu sei una mamma e di macchie te ne intendi!”…risposta che mi ha convinto ad accettare la sfida! Due settimane dopo mi è stato recapitato a casa un bel pacco pieno di sorprese e suggerimenti per effettuare al meglio la sfida…ovviamente non sono l’unica a intendersi di macchie, ho quindi ritenuto necessario al buon esito della prova, farmi aiutare da colui che delle macchie ha fatto una ragione di vita e che è in grado di produrne in quantità industriali e con prodotti che, spesso, fuggono persino alla mia comprensione. Di chi parlo? Ma di mio figlio, ovviamente! Avendo documentato tutto, il post di oggi assomiglierà più ad un fotoromanzo, ma vi assicuro che solo la descrizione non servirebbe a dimostrare i risultati, perciò sopportatemi e divertitevi!

Che la sfida abbia inizio!

Quando il postino mi ha consegnato il pacco, mio figlio è andato in brodo di giuggiole: una scatola grande in cui poter rovistare, in cui poter infilare le gatte a tradimento e, soprattutto, una scatola misteriosissima che conteneva altri tre pacchetti, a loro volta misteriosi e sigillati e un curioso depliant di istruzioni…

Già l’apertura del primo pacchetto mi ha messo di buon umore: all’interno c’era l’ultimo numero di Vanity Fair, la mia rivista preferita; gentile invito a rilassarmi e a divertirmi nell’impresa. Ma non era finita qui. Quei pazzi furiosi della Doimo volevano che noi rovesciassimo della coca cola sul pezzo di tessuto che ci avevano inviato, convintissimi che non solo non avrebbe macchiato nulla, ma che saremmo persino rimasti colpiti da come si sarebbero distribuite le goccie di liquido sulla stoffa…beh, avevano ragione!

La coca si è raggrumata in tante piccole bollicine che mi è stato sufficiente tamponare con dei banalissimi fazzoletti di carta. Il risultato? nemmeno una macchia. Non è possibile. Scettica per natura ho insistito con del succo di arancia e…stesso risultato: qualche fazzoletto e tutto pulito come prima.

Essendo io, fondamentalmente, perfida, ho deciso di dare un brivido in più, rovesciandoci sopra il vino rosso fatto al nido da mio figlio (no, non l’ho iscritto ad una distilleria clandestina, era la festa dell’uva!), prova non prevista dal manuale di istruzioni della sfida e… qualche alone è rimasto! Ho vinto, li ho fregati! ho pensato, così convinta ho provato uno dei rimedi riportati nelle norme di smacchiatura della scheda tecnica del tessuto

In caso di permanenza o penetrazione (della macchia), strofinare lievemente con spugna umida non abrasiva. Se necessario utilizzare una piccola quantità di sapone neutro.

Risultato: mi hanno fregato loro e il tessuto è tornato di nuovo pulito!!!

Ormai convinti dell’effettiva caratteristica anti macchia del tessuto EMI della Doimo Salotti, ci siamo tuffati sulla terza ed ultima busta, scoprendo un bell’insieme di gadget di ringraziamento, immediatamente apprezzati e sequestrati dal nano.
Un lato negativo in questa divertente sfida? convincere mio figlio che il pavimento e il nostro divano non sono anti macchia…ormai aveva preso gusto nel rovesciare roba in giro! Cosa me ne farò del pezzo di tessuto omaggiato? visto che funziona così bene ne ricaverò un bel grembiulino anti macchia per quando il cucciolo si auto nomina sou-chef e decide di dare una mano in cucina!!!

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